Il Tribunale di Rimini ha recentemente emesso un'ingiunzione immediatamente esecutiva molto interessante per il settore dell’aviazione commerciale, con cui ha ordinato ad una compagnia aerea extracomunitaria utilizzatrice di un aeromobile Boeing 737-800 di riconsegnarlo immediatamente al legittimo proprietario unitamente a tutta la relativa documentazione di bordo, per essersi resa più volte gravemente inadempiente al contratto di leasing risultando in mora nel pagamento dei canoni per centinaia di migliaia di euro.
Tali fatti costituendo plurimi “events of default” consentono infatti al proprietario - ai sensi del contratto di leasing (soggetto alla legge inglese) - di pretendere la riconsegna immediata dell'aeromobile.
E’ capitato spesso in passato che Tribunali Italiani concedessero provvedimenti di sequestro conservativo di aeromobili, ma non risultano precedenti in materia riferibili all'emissione di decreti ingiuntivi di consegna di aeromobile che rappresenta il solo rimedio tipico che possa consentire al proprietario di ottenere la riconsegna del velivolo.
In simili evenienze, la primaria esigenza del proprietario dell'aeromobile è quella di agire con la massima rapidità e discrezione possibile, posto che spesso non si conosce fino all'ultimo momento se la compagnia aerea userà o meno l'aeromobile di cui si vuole ottenere la riconsegna. E' necessario quindi agire d'anticipo e ottenere l'ingiunzione in pochi giorni, in modo da procurarsi presto un titolo esecutivo da portare in esecuzione non appena l'aeromobile dovesse atterrare.
L'intera operazione dimostra – sulla base di un raffronto comparatistico con altri paesi Europei – come l'Italia sia una delle giurisdizioni più favorevoli per una società di leasing che, sussistendone i presupposti, voglia ottenere la riconsegna del proprio aeromobile e ciò sia per l'ammissibilità nel nostro ordinamento dell'istituto processuale dell'ingiunzione di consegna - inaudita altera parte – e, non ultimo, per la rimarchevole rapidità con cui il nostro Paese ha dimostrato di poter amministrare la giustizia in fattispecie in cui il ritardo nell'emissione del provvedimento giurisdizionale potrebbe gravemente pregiudicare le ragioni di una delle parti.
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Dal 13 Giugno sono entrate in vigore le nuove norme a tutela dei consumatori, introdotte dal decreto
legislativo 21 febbraio 2014, n. 21. Tra le novità più rilevanti che si applicheranno ai contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali (con alcune eccezioni: ad esempio, i contratti negoziati fuori dei locali commerciali «in base ai quali il corrispettivo che il consumatore deve pagare non è superiore a 50 euro»), conclusi dai consumatori a partire da domani, si evidenziano maggiori obblighi di informazione precontrattuale in favore del consumatore, con particolare riferimento al diritto di recesso, requisiti formali più rigidi sia con riferimento alle modalità con cui le informazioni precontrattuali dovranno essere fornite al consumatore, sia per quanto concerne la fase di conclusione del contratto.
Il diritto di recesso potrà esercitarsi entro 14 giorni. Il termine decorre, nel caso di prestazione di servizi, dal giorno della conclusione del contratto; nel caso di vendita di prodotti, dal giorno in cui il consumatore entra in possesso dei beni. Entro 14 giorni dal momento in cui è informato della decisione del consumatore di recedere, il professionista dovrà restituire i pagamenti ricevuti. Entro lo stesso termine, il consumatore dovrà restituire i beni ricevuti, a prescindere dall’integrità del prodotto.
I professionisti non possono imporre ai consumatori costi aggiuntivi per l’uso di strumenti di pagamento (quali, ad esempio, le carte di credito). Qualsiasi pagamento supplementare deve essere espressamente autorizzato dal consumatore. Questi obblighi si applicano anche ai contratti a distanza e negoziati fuori dei locali commerciali per la fornitura di acqua, gas ed elettricità. A questo proposito, si segnala il nuovo Codice di Condotta Commerciale, vincolante per tutti gli esercenti, adottato dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, con deliberazione del 6 giugno scorso, per adeguare la regolazione vigente alle nuove disposizioni del Codice del Consumo.
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La percezione che spesso
si ha sulla sanità italiana è quella di un servizio che non funziona con la dovuta efficienza.
Le azioni legali contro
i medici in Italia tendono ad aumentare di anno in anno ed il loro numero si
aggira intorno alle 15.000 cause all'anno, con conseguenti gravi perdite
economiche per il sistema sanitario nazionale, costretto a spendere oltre
miliardi di euro per risarcire tutti i pazienti danneggiati da errori
terapeutici o diagnostici. Ciò ha reso anche difficile trovare compagnie assicurative disposte a
sopportare il rischio dei crediti pecuniari collegati a casi di negligenza
medica.
Indubbiamente la
ragione di quanto sta accadendo va ricercata nel modo di guardare all’attività
medica. Se in passato, il medico aveva l'obbligo di utilizzare tutti i mezzi
disponibili per raggiungere il risultato senza essere legalmente obbligato a
raggiungerlo, oggi il medico è sempre più spesso chiamato a rispondere di un
risultato, secondo quelle che sono le aspettative del paziente.
La disciplina della
responsabilità medica italiana differisce rispetto alle sempre più variegate
esperienze internazionali. Di fronte a sistemi giuridici profondamente diversi,
di civil law e di common law, anche le leggi sulla responsabilità medica non
potevano non risultarne influenzate.
Dal punto di vista
processuale, in Italia i casi di malpractice medica (sia per i procedimenti
penali che civili ) sono trattati in 3 gradi di giudizio: Tribunale, Corte
d'appello e Corte di Cassazione. Il medico può essere contemporaneamente
perseguito sia in sede penale che in sede civile e se il paziente subisce un
danno per effetto di un suo errore, legato con nesso causale alla sua condotta,
il medico potrà essere ritenuto penalmente responsabile per lesioni personali
colpose. In sede civile invece il medico sarà tenuto al risarcimento del danno.
La condotta del medico
viene valutata alla luce dei parametri di diligenza, prudenza e perizia ed il
medico potrà essere ritenuto responsabile di un danno laddove abbia, in
violazione di questi parametri, commesso il fatto con colpa lieve o colpa
grave. Questa distinzione non si applica nei sistemi di common law.
In Italia non esiste un
codice di leggi specifiche per il rapporto medico-paziente. Il medico assume un
obbligo contrattuale nei confronti del paziente e tale contratto si perfeziona al
momento della accettazione da parte del paziente del ricovero in ospedale o
anche delle semplici cure. Vi è un termine di 10 anni per poter agire nei
confronti di un medico in Italia, rispetto ai due anni previsti ad esempio dalla
legislazione statunitense.
Rilievo assume anche la
disciplina sul consenso informato.
In Italia, nessuno può
essere costretto a sottoporsi a qualsiasi trattamento medico senza il suo
consenso. Il trattamento medico è obbligatorio o quando una persona è
considerata in condizioni di elevata disagio psichico o laddove vi siano situazioni
di emergenza, ed il paziente non è in grado di esprimere il proprio consenso. L’obbligo
di acquisire il consenso del paziente rientra nel più generale dovere di
informazione sulla natura e sui rischi connessi al trattamento che grava sul
medico. Se l'informazione è mancante, in tutto o in parte, ci sarà una
responsabilità di omissione colpevole da parte del medico. Tali principi sono simili
a quelli utilizzati negli Stati Uniti ma diversa è la loro applicazione in
Italia.
Si tratta di dati che
inducono ad identificare il limite principale della sanità italiana,
rappresentato dal fatto che non esiste uno specifico sistema di controllo che
consenta di valutare l' ampiezza dei casi di malasanità. Una soluzione al
problema potrebbe essere l'introduzione di un sistema di risoluzione
stragiudiziale delle controversie, basato ad esempio sull'esperienza tedesca, o
anche sulla esperienza svedese (con l’istituzione di un fondo patrimoniale di assicurazione dei
pazienti vittime di errori medici), unita ad una riforma del sistema
giudiziario italiano in materia di malpractice medica contenzioso.
L'Avv. Donatella Sicomoè un avvocato penalista associato che lavora all’interno del Dipartimento di Contenzioso, Diritto Penale e Diritto Assicurativo. Donatella Sicomo ha conseguito un diploma di specializzazione nelle professioni legali (indirizzo giudiziario – forense), e sviluppato, nel tempo, la propria professionalità nella gestione di casi di diritto penale internazionale in particolare in casi di Immigrazione clandestina, negligenza medica e traffico internazionale di droga. Si è qualificata come avvocato presso l’Ordine degli Avvocati di Palermo nel 2005 e ha svolto un corso di specializzazione post laurea nelle professioni legali indirizzo giudiziario - forense. Donatella Sicomo, è un avvocato associato che si occupa quotidianamente di casi connessi al diritto penale italiano ed internazionale. Ha lavorato a casi importantiriguardante mandato di arresto europeo, esecuzione di misure cautelari da eseguire all'estero e nel trattare questioni che hanno coinvolto traffici di opere d'arte a livello internazionale. Inoltre si è specializzata nello svolgimento indagini di rilievo su sinistri stradali con vittime, per reati informatici, per indagini su reati economici, nonché di responsabilità medica e per rilevare tracce di reato in casi di stalking e violenze alle persone in genere e ai minori in particolare.
Infine Donatella Sicomo si occupa di alcuni casi di nuova generazione legati diritto penale alla contrattualistica informatica, volta alla protezione del segreto industriale e alla protezione e difesa delle innovazioni.
L’Insurance
Network Party si è svolto ieri a porte aperte presso la sede siciliana di Giambrone LawStudio Legale Internazionale dove gli ospiti si sono incontrati e
hanno condiviso una serata senza precedenti: progetti, alleanze e grandi idee
il tutto allietato da musica e da un preziosissimo buffet di sfiziosità e vini
siciliani in un ambiente curato e accogliente in pieno stile Giambrone Law.
Dalle 18.00 fino a tarda serata un grande numero di ospiti,
amici, giornalisti, rappresentati di tutte le più importanti compagnie
assicurative e colleghi si sono trovati, per condividere con noi il coronamento
di cinque anni di successi del Dipartimento
di Diritto Assicurativo e anche l’inizio di un nuovo grande networking
territoriale tra professionisti di cui Giambrone Law si propone come da anello
di congiunzione. Saluti da parte dell’ avv.Luca Tantalo, PresidenteComitatoADR e Mediazione, Avvocato
Cassazionista, si occupa da diversi anni di ADR. Ha gestito in qualità di
mediatore oltre sessanta controversie in diversi settori, tra cui diritto
bancario e assicurativo, diritti reali, successioni, responsabilità medica,
condominio ed R.C.. Ha sostenuto ed elogiato a gran voce l’impegno di Giambrone LawStudio Legale Internazionale e dell’ Avv. Gabriele Giambrone nella risoluzione delle controversie
attraverso la mediazione. Piero
Mastrosimone, Head del Dipartimento
di Diritto Assicurativo dello Studio ha salutato gli ospiti auspicando che
l’incontro possa rappresentare l’inizio della diffusione della cultura
assicurativa nel meridione e lo sviluppo della cultura della transazione quale
momento di reciproche pretese ma soprattutto di reciproche concessioni. L’ avv.
Gabriele Giambrone, Managing Partner, in questi giorni, in tour tra le sedi di
Giambrone Law nel mondo per chiudere l’anno di successi, incontrando tutto il
suo team, non poteva mancare all’evento per ribadire la necessità di sviluppare
il network siciliano, importando il modello anglosassone nel pensiero e nel
business, esortando la competizione produttiva, l’alleanza tra professionisti e
lo sviluppo di una classe imprenditoriale Siciliana che possa competere sul
mercato globale e che si adegui agli standard europei.Lui che nel 2004 ho aperto la prima sede a
Londra e in 10 anni ha aperto sedi a Milano, Roma, Palermo, New York, Berlino,
Tunisi e a breve a Barcellona. Grande sostenitore dei valori della
sicilianitàe della mediazione, come
sostenuto da poco ad una convention delle Nazioni Unite.
Presentazione dello Studio Legale Internazionale Giambrone Law,
parla il Managing Partner Avv. Gabriele Giambrone
Editors notes:
Giambrone Law è uno studio legale di fama internazionale fondato nel 2004 con sedi a Milano, Roma, Palermo, Tunisi e uffici di rappresentanza a Londra, Berlino e New York. Giambrone Law è un premiato, studio legale italiano che offre servizi legali completi e multidisciplinari avvalendosi di uno staff di oltre 60 membri tra cui avvocati, solicitor, dirigenti e staff che assistono giornalmente clienti privati e aziende in materia di diritto Italiano, europeo ed internazionale e nello sviluppo del loro business internazionale. Gli esperti in materia di Diritto Penale e Diritto Privato Internazionale sono a vostra disposizione per qualsiasi richiesta di informazioni o assistenza legale in materia di Processi, Contenziosi e procedure conciliative in Italia e all’estero.
Si è
svolta venerdì 11 e sabato 12 Ottobre la rassegna di politica internazionale “Obiettivo Mondo“ organizzata dall’Associazione
Diplomatici e l’ISPI (istituto per gli studi di politica internazionale) di
Milano. Lo Studio Legale Internazionale
Giambrone Law è stato ufficialmente invitato dal Coordinatore Nazionale dei
Giovani Diplomatici avv. Riccardo Di Stefano, ed in particolare l’avv. Gabriele
Giambrone è stato accolto da una platea di giovani aspiranti diplomatici a
cui ha reso la propria affascinante testimonianza di vita e di carriera.
L’evento si è svolto nella prestigiosa
cornice palermitana di Palazzo Steri ed ha assunto una portata di rilevanza
nazionale per il prestigio dei relatori e per l’attualità dei temi trattati
durante le conferenze tematiche, tra cui: la crisi siriana, le sfide
dell’Europa e le emergenze sui diritti
umani.
L’associazione Diplomatici è una scuola di
formazione che organizza missioni per studenti italiani delle scuole medie
inferiori, scuole superiori ed università al Change the World, Model United Nations (MUN), che
permette loro di apprendere le dinamiche di con cui si svolge il decision
making alle Nazioni Unite. Dopo un
corso di formazione per la preparazione ai MUN, annualmente gli studenti
selezionati si recano a New York per prendere parte alle simulazioni ONU,presso il Palazzo di Vetro, sede delle Nazioni Unite, nell’ambito
delle qualirappresentano, in
qualità di delegati, un Paese membro delle Nazioni Unite.
Un team giovane di origini siciliane quello dell’Associazione Giovani Diplomatici
con sedi a Palermo, Catania, Sicilia, Roma, un network di 200 membri dello staff e partnership con
atenei e con il
patrocinio dell’Università degli studi di Palermo ed il contributo della
Fondazione Sicilia per ciò che concerne l’orientamento professionale.
Il progetto non poteva
non essere sostenuto da Gabriele
Giambrone, Managing Partner
dello Studio Legale Internazionale
GiambroneLaw, intervenuto alla
conferenza per raccontare la propria esperienza internazionale e la brillante
carriera che lo porta oggi ad essere al vertice di una European Law Firm, con sedi a Palermo, Londra, Roma, Milano, Tunisi
e New York ed uno staff di oltre 50 elementi tra legali e manager.
Lo Studio costituisce
la sintesi tra vocazione al business internazionale e competenza nelle diverse
aree del diritto italiano ed internazionale.
Lo Studio assiste costantemente svariate PMI imprese su tutto il
territorio nazionale, società italiane che operano all’estero e società
straniere che hanno interessi commerciali o sedi in Italia.
Gabriele
Giambrone, ospite d’onore, ha accolto
con un caloroso saluto la platea di giovani provenienti da tutta la Sicilia che
hanno partecipato lo scorso anno alla missione alle Nazione Unite a New York. Testimonianza
di una mente brillante siciliana di nascita ma internazionale d’ambizione, che
una volta raggiunto i suoi obiettivi professionali all’estero ha deciso di
tornare ad investire nella sua terra d’origine.
Storia di fuga di cervelli a lieto fine che ha emozionato
per la sincerità, l’umanità e la grande capacità di trasmettere entusiasmo, passione
nelle proprie capacità e la speranza per questi giovani in futuro di
realizzarsi e poi ritornare in Sicilia
ad investire. Una platea di occhi pieni di passione che hanno poi ricevuto da
Gabriele Giambrone l’attestato per i meriti conseguiti durante il corso.
Estremamente
soddisfatti dell’evento, il Presidente Claudio Corvino dell’ Associazione
Diplomatici e il Coordinatore Nazionale Riccardo Di Stefano, e felici di avere
in questa occasione potuto condividere progetti, aspirazioni e progetti
guardando al mondo ma partendo proprio dalla Sicilia.
Parla
l’avvocato Donatella Sicomo, Esperta di Diritto Penale
Studio Legale Internazionale Giambrone
“The face of an angel” questo è il titolo che ha
ispirato il nuovo film del regista Michael Winterbottom sulla storia di Amanda Knox, che
sarà girato prossimamente in Italia. Stupisce la notizia di un altro film, a
due anni dall’uscita di theMurder on Trial in Italy e del
documentario sulla ricostruzione della vita della giovane studentessa
americana, accusata dell'omicidio di Meredith Kercher e dulcis in fundo dopo l’uscita di “Waiting to be heard”(In attesa di essere ascoltata) il suo libro-
confessione che ha aperto un dibattito tra il pubblico. C’era chi pensava che il libro uscito in
Italia rappresentasse il suo bisogno di raccontarsi e chi solo il bisogno di soddisfare il gusto del pubblico che
l’ha resa milionaria. Pubblico che oggi trova nei processi legali la nuova frontiera
della fiction, rendendosi però anche
colpevoli di una mercificazione della morte ai fini mediatici, che mette in ombra le vittime ed esalta le
personalità dei presunti colpevoli, in processi mediatici, che dividono l’Italia tra colpevoli e innocenti.
L’unica verità è che oggi a distanza di sei anni dal delitto,
non è affatto chiaro cosa sia veramente successo quella notte, quale fosse la
natura del rapporto tra Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Meredith Kercher e
chi altro fosse coinvolto nell’omicidio della studentessa americana. La
riapertura del caso come conseguenza del ricorso presentato dalla Procura Generale
di Perugia e dagli avvocati italiani della famiglia della studentessa inglese,
apre sicuramente nuovi scenari. Il nuovo procedimento dovrà occuparsi non solo di dimostrare la presenza o meno dei due imputati nel locus
commissi delicti, ma di delineare la
posizione soggettiva del concorrente Rudy Guedè, a fronte del ventaglio di
situazioni ipotizzabili.
Purtroppo però né Amanda Knox né Sollecito lunedì scorso erano
in aula. Lei è in America e non intende ritornare in Italia, ovviamente, e
lui alla fine ha deciso di non presentarsi.
Con queste premesse a qualsiasi lettore viene in mente solo
una domanda:
L’America
acconsentirebbe all’estradizione per Amanda?
Abbiamo
chiesto all’avv. Donatella Sicomo, Esperta di diritto Penale dello Studio
Legale Giambrone, premiato nel 2012 come migliore studio legale italiano e Italian Cross
Border Litigation Law Firm of the year” in
materia di controversie transfrontaliere di diritto italiano. Donatella Sicomo ha un profilo di alta qualificazione in
materia penale avendo maturato la propria esperienza in campo internazionale in
casi di processi penali internazionali, estradizioni, immigrazione clandestina
e traffico internazionale di droga.
L’avv.
Donatella Sicomo commenta così la notizia:
“Se la Knox dovesse essere ancora una volta condannata, oppure
sottoposta a una misura cautelare mentre si trova negli Usa, due sono le
possibilità: o si consegna spontaneamente alla giustizia italiana, oppure si
dovrà chiederne l'estradizione agli Stati Uniti. In questo caso, sarà il
ministero della Giustizia italiano a domandare al corrispondente Dipartimento
americano la cattura e il trasferimento della donna.
Ma le autorità americane potrebbero rifiutare
l'estradizione di Amanda, nonostante quanto preveda il Trattato bilaterale sull'estradizione in vigore tra
Italia e Stati Uniti, del 1983”.
Secondo tale Trattato, infatti,
gli Usa non potrebbero rifiutare di estradare Amanda, in quanto "I
Trattati internazionali sono considerati prevalenti dalla stessa Costituzione
americana". Vi sono, tuttavia, dei
casi, chiamati 'di protezione' previsti dalla Carta dei padri fondatori, che se
accertati permetterebbero agli Stati Uniti di giustificare il rifiuto alla
domanda di estradizione nei confronti del mondo.
La vicenda giudiziaria di
Amanda Knox si snoda intorno al principio del «double jeopardy», ossia la norma
costituzionale americana per cui una persona assolta non può essere processata
una seconda volta sulla base delle stesse accuse.
La valenza di tale principio è l'unica
possibilità che ha Amanda di evitare l'estradizione. L'articolo VI°
del Trattato di Estradizione tra Italia e Stati Uniti
del 1983 recita infatti,
"L'estradizione non è concessa quando la persona richiesta è stata
condannata, assolta o graziata, o ha scontato la pena inflittale dalla parte
richiesta per gli stessi fatti per i quali l'estradizione è domandata".
In questo contesto, la domanda
di estradizione da parte delle autorità italiane ”violerebbe il principio
legale americano, secondo cui un imputato per reati penali non può essere
processato due volte per le stesse accuse”.
Sebbene, analogo principio esista nell’ordinamento giuridico
italiano, il caso Knox non vi rientra, poiché la sentenza non è ancora definitiva, visto che la Cassazione
ha semplicemente rimandato, come è sua facoltà, a un nuovo processo.
Quale il rischio per Amanda
Knox di non essersi presentata in aula lo scorso 30 settembre 2013 dove si è
tenuta a Firenze la prima udienza del nuovo processo d'appello?
“ Amanda Knox non è comparsa e la Corte ne ha dichiarato la
contumacia.
Se Amanda fosse condannata in contumacia, le autorità
giudiziarie Usa potrebbero decidere di non procedere a estradizione perché ciò
andrebbe a ledere il principio del "giusto processo" contenuto nella
Costituzione americana. Sebbene, infatti, negli Stati Uniti sia ammesso il
rinvio a giudizio di un individuo in "absentia", non è invece ammesso
che venga processato e condannato se fisicamente assente.
Anche sulla base di questo principio gli Stati Uniti
potrebbero rifiutare l’estradizione di Amanda. Ma il rifiuto alla estradizione
non risolverebbe tutti i problemi di Amanda che correrebbe il rischio di
trovarsi prigioniera del suo stesso Paese. Se la studentessa di Seattle si
recasse in Paesi con le quali l'Italia ha firmato accordi di collaborazione
reciproca rischierebbe di essere arrestata e quindi estradata sulla base di un
mandato di cattura internazionale”.
Ad oggi, dunque, grazie
all’Avv. Donatella Sicomo abbiamo capito
che le possibilità che la ragazza di Seattle venga estradata sono molto basse
rispetto a quello che l’opinione pubblica potrebbe pensare o aspettarsi. A
prescindere dalle convinzioni di ciascuno, per conoscere le sorti di questa
ragazza, che alcuni difendono ed altri accusano, non rimane che attendere
l’esito del secondo processo di appello.
Avv. Donatella Sicomo
Giambrone Law
Quì sotto troverete la video intervista dell' ITV News a Graziano Cecchetti dello
Studio Legale Internazionale Giambrone che nel mese di marzo 2013 già ipotizzava un nuovo appello e
l’assenza della Knox…
Editors
notes:
Giambrone
Law è uno studio legale di fama internazionale fondato nel 2004 con sedi a
Milano, Roma, Palermo, Tunisi e uffici di rappresentanza a Londra, Berlino e
New York. Giambrone Law è un premiato, studio legale italiano che offre servizi
legali completi e multidisciplinari avvalendosi di uno staff di oltre 60 membri
tra cui avvocati, solicitor,
dirigenti e staff che assistono giornalmente clienti privati e aziende in
materia di diritto Italiano, europeo ed internazionale e nello sviluppo del
loro business internazionale. Gli esperti in materia di Diritto Penale e
Diritto Privato Internazionale sono a vostra disposizione per qualsiasi
richiesta di informazioni o assistenza legale in materia di Processi,
Contenziosi e procedure conciliative in Italia e all’estero.
Lo Studio Legale Giambrone, ha ottenuto ben quattro riconoscimenti recenti tra cui “ Migliore Studio Legale Italiano 2012” “M&A Awards” per l’attività svolta in Italia in materia di “Diritto della Navigazione”, e altri due per la consulenza ad aziende di nuova costituzione in materia di diritto commerciale transfrontaliero italiano e per le controversie transfrontaliere di diritto italiano. I premi sono stati assegnati da Acquisition International Magazine, prestigioso magazine britannico specializzato in finanza e diritto d’impresa sulla base delle votazioni dei lettori, su ricerche svolte sugli stessi e su testimonianze raccolte.
I riconoscimenti rappresentano un coronamento di anni di successi e di continua crescita e un motivo di orgoglio per uno studio che, attraversando indenne la crisi attuale oggi vanta proprie sedi a Londra, New York, Palermo, Roma, Milano, Tunisi, che nel 2013 ha già aperto una sede di rappresentanza a Berlino, prevede di espandersi in Spagna e guarda con fiducia alla rapida crescita dell’Euro Mediterraneo.
Questa è la Sicilia che merita e ottiene successi, una Sicilia innovativa, puntuale, che produce e lavora. Questo è lo spirito che da sempre anima Gabriele Giambrone, 36enne palermitano a capo di uno degli studi italiani più conosciuti e apprezzati nel panorama internazionale, che ha preso le mosse dieci anni fa nel Regno Unito.
Gabriele Giambrone rappresenta un esempio positivo ed emblematico della fuga “dei cervelli”, che partono per formarsi e per lavorare, con le qualità giuste e la voglia di investire in se stessi ed in uno straordinario progetto professionale e di vita all’estero, senza perdere le proprie radici e i contatti con la propria terra. Cervelli che poi tornano, per portare competenze ed esperienze nuove e diverse anche nella propria terra, aprendo uno studio legale unico e all’avanguardia.
Da sempre, infatti, il ruolo dello Studio Giambrone è stato quello di incoraggiare il networking territoriale nello spirito del mercato globale, con enorme fiducia nelle potenzialità della Sicilia, per dimostrare che il Sud oggi può esporsi sul mercato mondiale offrendo servizi competitivi e di qualità con grande professionalità ed esperienza.
Ad oggi Giambrone Law vanta uno staff in continua crescita di oltre 60 giovani talenti tra avvocati, Solicitor, european lawyers, praticanti e personale di supporto, che oggi è in grado di fornire assistenza in tutti i settori del diritto ed in transazioni e controversie in campo internazionale, in diverse lingue straniere, tra cui Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco, Lituano Portoghese, Russo e Arabo.
E’ qui il cuore pulsante di Giambrone Law, nel capoluogo siciliano, in un punto strategico che ricorda un momento in cui la capitale siciliana, forse per l’ultima volta, rappresentò il punto di riferimento europeo per la prosperità economica e per la produzione di cultura.
Il gruppo di esperti fornisce assistenza legale all’ interno di un ampio raggio di transazioni, sia industriali che commerciali, fusioni e acquisizioni, investimenti e cessioni, passando per privatizzazioni e investimenti azionari fornendo anche consulenza commerciale e fiscale. Lo Studio Legale Giambrone grazie alla esperienza maturata in questi anni con Clienti italiani e stranieri di primario rilievo, presta assistenza completa e multisettoriale nel Diritto Commerciale, Societario, Immobiliare, Tributario, Bancario e Finanziario, Contenzioso e Conciliazione, Diritto Familiare: divorzi, separazioni, convivenze e pratiche familiari rappresentano solo alcune delle situazioni più comuni che oggi ci si trova ad affrontare; e ancora nell’applicazione del diritto privato internazionale specialmente per quanto riguarda le questioni ereditarie o nella gestione del Patrimonio in paesi diversi e anche nella consulenza fiscale relativa all’acquisto di proprietà in Italia.
Attività a tutto tondo per uno studio che vanta collaborazioni con la Camera di Commercio italiana nel Regno Unito, la Camera di Commercio Italo- Germanica, Camera di Commercio Italiana a Peth e Italiana a Tunisi.
Lo Studio Legale Giambrone rappresenta l’unico studio legale Italiano a Tunisi ed è partner attivo del Consolato Italiano. Giambrone Law vanta un network globale in continua espansione costituito da partner, istituzioni, clienti e che porta il brand nel mondo organizzando e partecipando ogni anno a conferenze, seminari, fiere dedicate alle innovazioni nel mondo legale, al made in Italy o al networking per l’internazionalizzazione delle imprese in Italia e in Inghilterra per cogliere tutte le sfide del mercato globale e per portare il made in Sicily nel mondo. Ma soprattutto per portare investitori stranieri in Sicilia.
Tutto questo è Gabriele Giambrone ed il suo Sogno, fin qui, realizzato. E’ il paradigma dell’emigrazione italiana del Terzo millennio, il giovane professionista siciliano, emigrato per scelta e non per necessità, che parte con la speranza e la determinazione di poter realizzare non solo un sogno, ma un progetto preciso. Testimonial all’estero della forza delle idee del nostro Paese, motore dell’innovazione che da sempre caratterizza la Sicilia, l’Italia e gli italiani nel mondo.