Studio Legale Internazionale

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giovedì 31 ottobre 2013


Presentazione dello Studio Legale Internazionale Giambrone Law, 
parla il Managing Partner Avv. Gabriele Giambrone




Editors notes:
Giambrone Law è uno studio legale di fama internazionale fondato nel 2004 con sedi a Milano, Roma, Palermo, Tunisi e uffici di rappresentanza a Londra, Berlino e New York. Giambrone Law è un premiato, studio legale italiano che offre servizi legali completi e multidisciplinari avvalendosi di uno staff di oltre 60 membri tra cui avvocati, solicitor, dirigenti e staff che assistono giornalmente clienti privati e aziende in materia di diritto Italiano, europeo ed internazionale e nello sviluppo del loro business internazionale. Gli esperti in materia di Diritto Penale e Diritto Privato Internazionale sono a vostra disposizione per qualsiasi richiesta di informazioni o assistenza legale in materia di Processi, Contenziosi e procedure conciliative in Italia e all’estero.

Contattaci per informazioni: italy@giambronelaw.com

Per maggiori informazioni visitate il sito  www.giambronelaw.com o chiamate il numero 091 7434778.

giovedì 3 ottobre 2013

Lo Studio Legale Giambrone,  ha ottenuto ben quattro riconoscimenti recenti tra cui  “ Migliore Studio Legale Italiano 2012” “M&A Awards” per l’attività svolta in Italia in materia di  “Diritto della Navigazione”, e altri due per la consulenza ad aziende di nuova costituzione in materia di diritto commerciale transfrontaliero italiano e per le controversie transfrontaliere di diritto italiano. I premi sono stati assegnati da Acquisition International Magazine, prestigioso magazine britannico specializzato in finanza e diritto d’impresa sulla base delle votazioni dei lettori, su ricerche svolte sugli stessi e su testimonianze raccolte.

I riconoscimenti rappresentano un coronamento di anni di successi e di continua crescita e un motivo di orgoglio per uno studio che, attraversando indenne la crisi attuale oggi vanta proprie sedi a Londra, New York, Palermo, Roma, Milano, Tunisi, che nel 2013 ha già aperto una sede di rappresentanza a Berlino, prevede  di espandersi in Spagna e guarda con fiducia alla rapida crescita dell’Euro Mediterraneo. 


Questa è la Sicilia che merita e ottiene successi, una Sicilia innovativa, puntuale, che produce e lavora. Questo è lo spirito che da sempre anima Gabriele Giambrone, 36enne palermitano a capo di uno degli studi italiani più conosciuti e apprezzati nel panorama internazionale, che ha preso le mosse dieci anni fa nel Regno Unito.
Gabriele Giambrone rappresenta un esempio positivo ed emblematico della fuga “dei cervelli”, che partono per formarsi e per lavorare, con le qualità giuste e la voglia di investire in se stessi ed in uno straordinario progetto professionale e di vita all’estero, senza perdere le proprie radici e i contatti con la propria terra. Cervelli che poi tornano, per portare competenze ed esperienze nuove e diverse anche nella propria terra, aprendo uno studio legale unico e all’avanguardia.
Da sempre, infatti, il ruolo dello Studio Giambrone è stato quello di incoraggiare il networking territoriale nello spirito del mercato globale, con enorme fiducia nelle potenzialità della Sicilia, per dimostrare che il Sud oggi può esporsi sul mercato mondiale offrendo servizi competitivi e di qualità con grande professionalità ed esperienza.
Ad oggi Giambrone Law vanta uno staff in continua crescita di oltre 60 giovani talenti tra avvocati, Solicitor, european lawyers, praticanti e personale di supporto, che oggi è in grado di fornire assistenza in tutti i settori del diritto ed in transazioni e controversie in campo internazionale, in diverse lingue straniere, tra cui Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco, Lituano Portoghese, Russo e Arabo. 
E’ qui il cuore pulsante di Giambrone Law,  nel capoluogo siciliano, in un punto strategico che   ricorda un momento in cui la capitale siciliana, forse per l’ultima volta, rappresentò  il punto di riferimento europeo per  la prosperità economica e per la  produzione di cultura. 
Il gruppo di esperti fornisce assistenza legale all’ interno di un ampio raggio di transazioni,  sia industriali che commerciali, fusioni e acquisizioni, investimenti e cessioni, passando per  privatizzazioni e investimenti azionari fornendo anche consulenza commerciale e fiscale.  Lo Studio Legale Giambrone grazie alla esperienza maturata in questi anni con Clienti italiani e stranieri di primario rilievo, presta assistenza completa e multisettoriale nel Diritto Commerciale, Societario, Immobiliare, Tributario, Bancario e Finanziario, Contenzioso e Conciliazione, Diritto Familiare: divorzi, separazioni, convivenze  e pratiche familiari  rappresentano solo alcune delle situazioni più comuni  che oggi ci si trova ad affrontare; e ancora nell’applicazione del diritto privato internazionale  specialmente   per  quanto riguarda  le questioni  ereditarie  o nella gestione del Patrimonio in paesi diversi e anche nella consulenza fiscale relativa all’acquisto di proprietà in Italia.
Attività a tutto tondo per uno studio che  vanta collaborazioni con la Camera di Commercio  italiana  nel Regno Unito, la Camera di Commercio Italo- Germanica, Camera di Commercio Italiana a Peth e Italiana a Tunisi.
Lo Studio Legale Giambrone rappresenta l’unico studio legale Italiano a Tunisi ed è partner attivo del Consolato Italiano. Giambrone Law vanta un network globale in continua espansione costituito da partner, istituzioni, clienti e che porta il brand nel mondo organizzando e partecipando ogni anno a conferenze, seminari, fiere dedicate alle innovazioni nel mondo legale, al made in Italy o al networking per l’internazionalizzazione delle imprese in Italia e in Inghilterra per cogliere tutte le sfide del mercato globale e per portare il made in Sicily nel mondo. Ma soprattutto per portare investitori stranieri in Sicilia.

Tutto questo è Gabriele Giambrone ed il suo Sogno, fin qui, realizzato. E’ il paradigma dell’emigrazione italiana del Terzo millennio, il giovane professionista siciliano, emigrato per scelta e non per necessità, che parte con la speranza e la determinazione di poter realizzare non solo un sogno, ma un progetto preciso. Testimonial all’estero della forza delle idee del nostro Paese, motore dell’innovazione che da sempre caratterizza la Sicilia, l’Italia e gli italiani nel mondo.

Articolo estrapolato dal sito palermoparla.it




martedì 1 ottobre 2013

Con legge ordinaria n. 210 del 1992, lo Stato italiano ha stabilito, in materia di indennità per vittime da trasfusioni di sangue infetto, il diritto alla corresponsione di un’indennità integrativa speciale, da rivalutarsi ogni anno in base al relativo tasso d’inflazione.In realtà, disattendendo il dettato normativo del legislatore del 1992, lo Stato Italiano non solo non ha mai provveduto al pagamento della indennità integrativa speciale (che rappresenta la parte più importante dell’indennizzo), per come ivi previsto, ma piuttosto ha successivamente abrogato la predetta legge con la emanazione del D. L. n. 78 del 2010, convertito con modificazioni dalla L. 30 luglio 2010, n. 122

Ma andiamo all’origine dei fatti. A cavallo fra gli anni ottanta e novanta, 162 cittadini italiani venivano contagiati da virus a seguito di trasfusioni di sangue infetto, e rimanevano senza alcun indennizzo da parte dello Stato.I contagiati, a seguito delle trasfusioni col sangue infetto, si sono ammalati di epatite o Aids a seguito a trasfusioni di sangue o emoderivati infetti, non controllati dal Servizio sanitario nazionale. A seguito di quanto accaduto, il legislatore del 1992 intervenne con la legge n. 210, la quale avrebbe dovuto affrontare tale problematica, al fine di tutelare i diritti dei propri cittadini, riconoscendo ad essi un indennizzo da parte dello Stato, da rivalutarsi annualmente.Tuttavia, a tale legge dello Stato non venne mai - di fatto - data piena attuazione, e ciò in quanto venne versata ai cittadini solamente l’indennizzo, ma non l’indennità integrativa speciale, ivi prevista. A seguito dei numerosi contenziosi (si pensi che sino al maggio 2013 sono state respinte migliaia richieste da parte dei contagiati), nel 2005, la Suprema Corte di Cassazione aveva stabilito che le due parti costituenti l’indennizzo (cioè la parte fissa e la parte variabile di essa) dovevano essere rivalutate ogni anno in base all'inflazione.Una interpretazione rivista quattro anni più tardi, quando la Cassazione ha indicato come rivalutabile solo la parte fissa dell'indennità. Tuttavia, nel 2010 la rivalutazione veniva abolita attraverso il D. L. n. 78, sul quale si è espressa anche la Corte Costituzionale con la sentenza n. 148 del 2012 dichiarandolo illegittimo, pur senza dare una univoca risposta in merito alla questione della rivalutazione delle indennità per le vittime da trasfusioni di sangue infetto, le quali continuarono a non percepire quanto a loro dovuto.Soltanto con la sentenza del 03.09.2013 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) di Strasburgo, ha condannato l’Italia a versare, a tutti i pazienti infetti, l'indennità integrativa speciale prevista dalla legge 210/1992.

Tutto ciò, come ha commentato il Presidente dell'Associazione politrasfusi italiani, Angelo Magrini, rappresenta una “importante vittoria per tutti i 60mila cittadini italiani infettati da trasfusioni di sangue”.Secondo i giudici di Strasburgo, l'adozione da parte del governo del decreto legge d'urgenza n. 78/2010 sulla controversa questione della rivalutazione viola il principio dello Stato di diritto e del giusto processo. Ai pazienti, si è espressa la Corte, è stato quindi imposto un "peso abnorme ed eccessivo".Si tratta indubbiamente, di un grande successo perché, grazie a questa sentenza, la quale avrà efficacia erga omnes , e quindi non solo nei confronti dei 163 ricorrenti ma di tutti i cittadini italiani, si riconosce a tutte le vittime di trasfusioni  , senza differenze, la possibilità di percepire gli arretrati dell'adeguamento ISTAT per l'indennizzo loro riconosciuto, a partire dal momento del riconoscimento per legge della loro condizione .Dal dispositivo della sentenza è, infatti, chiaro che il diritto alla rivalutazione dell’indennità “riguarderà tutti i circa 60mila cittadini italiani infettati”, permettendo così che vengano riconosciute pari opportunità a tutti i cittadini.
La Corte ha quindi invitato lo Stato italiano a stabilire, entro sei mesi dalla data della sentenza definitiva, un termine perentorio in cui si impegna a garantire l'attuazione efficace e tempestiva dei diritti in questione.Attualmente, i cittadini infettati ricevono un indennizzo, sulla base della legge 210 del 1992, pari ad un minimo di circa 540 euro al mese, pagati bimestralmente.Ora, per effetto della sentenza, i cittadini infettati arriveranno a percepire circa 100 euro in più al mese.Un adeguamento che sicuramente costituirà un concreto aiuto al sostenimento delle spese per farmaci a carico dei cittadini italiani affetti da patologie relative alle predette trasfusioni.


Avv. Alessandro Gravante
Head of Litigation Department
Studio Legale Internazionale Giambrone Law
www.giambronelaw.com
www.facebook.com/GiambroneItalianLaw


Articolo tratto dal sito http://www.gds.it/gds/sezioni/cronache/dettaglio/articolo/gdsid/182300/ del Giornale di Sicilia pubblicato il 22/12/2011 di LUIGI ANSALONI



Avvocato, 35 anni, ha studiato a Londra ed ha aperto uno studio legale che ha sedi in tutto il mondo. "Il mio cuore è siciliano, ma i ragazzi devono rischiare e pensare in grande, vedendo quello che c'è fuori da questa meravigliosa isola"




PALERMO. Passione, talento e un pizzico di incoscienza che nella vita (e nel lavoro) non guasta mai. Gabriele Giambrone, 35 anni, palermitano purosangue, è un tipico esempio di giovane rampante che sulla sua pelle ha rischiato mettendosi in proprio, quando tutti gli dicevano che farlo era una follia. Lavorava a Londra, nella City, con uno stipendio da favola, ma la sua passione e la sua tenacia lo hanno portato a fondare la Giambrone Law, uno studio legale che oggi è diventato una realtà assolutamente innovativa per il panorama siciliano, ma anche per quello italiano. Uno studio che oggi può  contare su uno staff giovane e dinamico di oltre 60 membri (l'età media è di 31 anni), distribuiti tra le sedi di Londra, Milano, Roma, Palermo, Tunisi, New York. E non è finita: Nel 2012 è prevista l’apertura di due nuove sedi all’estero ed una in Italia. Oltre 8.000 i clienti consolidati, di 81 Paesi del mondo, mentre il fatturato è in continua crescita: in un momento di crisi mondiale, Giambrone law si avvia a chiudere il 2011 con un incremento di fatturato del 17% ( ed un incremento dello staff del 25%).

"Ho lasciato Palermo a 17 anni per andare a studiare a Londra- dice l'avvocato Giambrone - sono poi andato a vivere in Scozia, mi sono laureato  e ho lavorato alla Royal Bank Scotland per 3 anni, tornando a Londra, nella City. Assistevo la comunità italiana nella capitale inglese, che è abbastanza ampia, poi ho capito che mancava uno studio legale che si occupasse degli stranieri e da lì è nata la mia impresa.  Il nostro team affianca gli imprenditori non soltanto nei momenti “patologici”, di difficoltà (contenzioso, recupero crediti, assistenza fiscale, problematiche del lavoro, ristrutturazione del debito…); ma anche e soprattutto nella routine della vita aziendale, come supporto per la crescita e lo sviluppo (redazione di business plan, studi di settore, ricerche di mercato, processi di internazionalizzazione) - continua Giambrone - La nostra vocazione è quella di introdurre le imprese a partner stranieri per esportate i propri prodotti nei mercati mondiali con la loro enorme platea di consumatori ed a fornitori stranieri per reperire materie prime a prezzi minori".



Il team GL è in grado di offrire assistenza legale in 12 lingue tra cui anche il russo, l’arabo, il cinese alla propria clientela corporate and private. Uno dei motivi che ha spinto Gabriele Giambrone a mettersi in proprio, oltre all'intuito che qualcosa nel panorama legale in un certo senso mancava, è quello di essere riconosciuto come un nome e non come un "numero":

"Quando lavoravo per la Royal Bank Scotland, nessuno mi conosceva come Gabriele Giambrone - dice - ero individuato come numero di Matricola, nella City, e da lì ho capito che non era una cosa che faceva per me. Ho lasciato uno stipendio davvero da favola, con i miei genitori e i miei amici che mi prendevano per pazzo, ma io volevo avere un nome, volevo fare qualcosa per la comunità, per gli altri. Così - continua - ho aperto un piccolo studio, che ora come un bambino sta pian piano crescendo, grazie a me e a tutte le persone che ci lavorano". Sta crescendo così bene, il Giambrone Law, che si  avvia a divenire il primo studio italiano di avvocati a costituirsi come SPA, non appena la normativa introdotta nell’ottobre 2012 diverrà legge dello stato italiano, a gennaio 2011. 

Ai giovani avvocati palermitani e siciliani dà questo consiglio: "Ci vuole modernizzazione e liberalizzazione. I giovani devono capire che la gestione di un'azienda è questione di unione. Basta con la filosofia che al proprio vicino si devono fare le scarpe, ma che è utile collaborare l'uno con l'altro. In Sicilia il mercato è molto ristretto, è vero, e quindi ognuno pensa per sè, ma al di fuori di questa bellissima isola, a cui io sono fiero di appartenere, esiste un mondo sterminato. Io sono fortunato, ho una visione internazionale grazie ai miei genitori, che mi hanno mandato a studiare all'estero, e forse la differenza tra me e i miei colleghi palermitani è proprio questa.  Bisogna specializzarsi, imparare le lingue, bisogna diversificarsi. I più grossi studi legali non sono italiani, ma esteri. Occorre una visione internazionale. E poi basta con l'idea del rapporto fiduciario con il cliente: lui mi paga per ottenere un servizio, che io farò al meglio delle mie possibilità, ma non occorre conoscersi o sapere tutto l'uno dell'altro per ottenere il risultato migliore". E alla fine un messaggio d'amore per la Sicilia: "Io sono fiero di essere palermitano, la sede principale della mia azienda è qui. A volte mi sento un pesce fuor d'acqua, lavorativamente parlando, ma il mio cuore è tutto qui"