Studio Legale Internazionale

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venerdì 18 ottobre 2013

Chi siamo e di cosa ci occupiamo, 

ecco una breve presentazione dei nostri servizi




Giambrone Law

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martedì 15 ottobre 2013

Parla l’avvocato Donatella Sicomo, Esperta di Diritto Penale 
 Studio Legale Internazionale Giambrone


“The face of an angel” questo è il titolo che ha ispirato il nuovo film del regista Michael Winterbottom sulla storia di Amanda Knox, che sarà girato prossimamente in Italia. Stupisce la notizia di un altro film, a due anni dall’uscita di the Murder on Trial in Italy e del documentario sulla ricostruzione della vita della giovane studentessa americana, accusata dell'omicidio di Meredith Kercher e dulcis in fundo dopo l’uscita di “Waiting to be heard (In attesa di essere ascoltata) il suo libro- confessione che ha aperto un dibattito tra il pubblico.  C’era chi pensava che il libro uscito in Italia rappresentasse il suo bisogno di raccontarsi e chi solo il  bisogno di soddisfare il gusto del pubblico che l’ha resa milionaria. Pubblico che oggi trova nei processi legali la nuova frontiera della fiction, rendendosi però anche colpevoli di una mercificazione della morte ai fini mediatici,  che mette in ombra le vittime ed esalta le personalità dei presunti colpevoli, in processi mediatici, che dividono l’Italia tra colpevoli e innocenti.

L’unica verità è che oggi a distanza di sei anni dal delitto, non è affatto chiaro cosa sia veramente successo quella notte, quale fosse la natura del rapporto tra Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Meredith Kercher e chi altro fosse coinvolto nell’omicidio della studentessa americana. La riapertura del caso come conseguenza del ricorso presentato dalla Procura Generale di Perugia e dagli avvocati italiani della famiglia della studentessa inglese, apre sicuramente nuovi scenari. Il nuovo procedimento dovrà occuparsi non solo di dimostrare la presenza o meno dei due imputati nel locus commissi delicti, ma di  delineare la posizione soggettiva del concorrente Rudy Guedè, a fronte del ventaglio di situazioni ipotizzabili.
Purtroppo però né Amanda Knox né Sollecito lunedì scorso erano in aula. Lei è in America e non intende ritornare in Italia, ovviamente, e lui alla fine ha deciso di non presentarsi.
Con queste premesse a qualsiasi lettore viene in mente solo una domanda:

L’America acconsentirebbe all’estradizione per Amanda?

Abbiamo chiesto all’avv. Donatella Sicomo, Esperta di diritto Penale dello Studio Legale Giambrone, premiato nel 2012 come migliore studio legale italiano e Italian Cross Border Litigation Law Firm of the year” in materia di controversie transfrontaliere di diritto italiano. Donatella Sicomo ha un profilo di alta qualificazione in materia penale avendo maturato la propria esperienza in campo internazionale in casi di processi penali internazionali, estradizioni, immigrazione clandestina e traffico internazionale di droga.
L’avv. Donatella Sicomo commenta così la notizia:
Se la Knox dovesse essere ancora una volta condannata, oppure sottoposta a una misura cautelare mentre si trova negli Usa, due sono le possibilità: o si consegna spontaneamente alla giustizia italiana, oppure si dovrà chiederne l'estradizione agli Stati Uniti. In questo caso, sarà il ministero della Giustizia italiano a domandare al corrispondente Dipartimento americano la cattura e il trasferimento della donna.

Ma le autorità americane potrebbero rifiutare l'estradizione di Amanda, nonostante quanto preveda il Trattato bilaterale sull'estradizione in vigore tra Italia e Stati Uniti, del 1983”.


Secondo tale Trattato, infatti, gli Usa non potrebbero rifiutare di estradare Amanda, in quanto "I Trattati internazionali sono considerati prevalenti dalla stessa Costituzione americana".  Vi sono, tuttavia, dei casi, chiamati 'di protezione' previsti dalla Carta dei padri fondatori, che se accertati permetterebbero agli Stati Uniti di giustificare il rifiuto alla domanda di estradizione nei confronti del mondo.

La vicenda giudiziaria di Amanda Knox si snoda intorno al principio del «double jeopardy», ossia la norma costituzionale americana per cui una persona assolta non può essere processata una seconda volta sulla base delle stesse accuse.

La valenza di tale principio è l'unica possibilità che ha Amanda di evitare l'estradizione. L'articolo VI° del Trattato di Estradizione tra Italia e Stati Uniti del 1983 recita infatti,  "L'estradizione non è concessa quando la persona richiesta è stata condannata, assolta o graziata, o ha scontato la pena inflittale dalla parte richiesta per gli stessi fatti per i quali l'estradizione è domandata".
In questo contesto, la domanda di estradizione da parte delle autorità italiane ”violerebbe il principio legale americano, secondo cui un imputato per reati penali non può essere processato due volte per le stesse accuse”.
Sebbene, analogo principio esista nell’ordinamento giuridico italiano, il caso Knox non vi rientra, poiché la sentenza non è ancora definitiva, visto che la Cassazione ha semplicemente rimandato, come è sua facoltà, a un nuovo processo.

Quale il rischio per Amanda Knox di non essersi presentata in aula lo scorso 30 settembre 2013 dove si è tenuta a Firenze la prima udienza del nuovo processo d'appello?
“ Amanda Knox non è comparsa e la Corte ne ha dichiarato la contumacia.
Se Amanda fosse condannata in contumacia, le autorità giudiziarie Usa potrebbero decidere di non procedere a estradizione perché ciò andrebbe a ledere il principio del "giusto processo" contenuto nella Costituzione americana. Sebbene, infatti, negli Stati Uniti sia ammesso il rinvio a giudizio di un individuo in "absentia", non è invece ammesso che venga processato e condannato se fisicamente assente.
Anche sulla base di questo principio gli Stati Uniti potrebbero rifiutare l’estradizione di Amanda. Ma il rifiuto alla estradizione non risolverebbe tutti i problemi di Amanda che correrebbe il rischio di trovarsi prigioniera del suo stesso Paese. Se la studentessa di Seattle si recasse in Paesi con le quali l'Italia ha firmato accordi di collaborazione reciproca rischierebbe di essere arrestata e quindi estradata sulla base di un mandato di cattura internazionale”.

Ad oggi, dunque, grazie all’Avv. Donatella Sicomo abbiamo capito che le possibilità che la ragazza di Seattle venga estradata sono molto basse rispetto a quello che l’opinione pubblica potrebbe pensare o aspettarsi. A prescindere dalle convinzioni di ciascuno, per conoscere le sorti di questa ragazza, che alcuni difendono ed altri accusano, non rimane che attendere l’esito del secondo processo di appello.

Avv. Donatella Sicomo
Giambrone Law

Quì sotto troverete la video intervista dell' ITV News a Graziano Cecchetti dello Studio Legale Internazionale Giambrone che nel mese di marzo 2013 già ipotizzava un nuovo appello e l’assenza della Knox…





Editors notes:
Giambrone Law è uno studio legale di fama internazionale fondato nel 2004 con sedi a Milano, Roma, Palermo, Tunisi e uffici di rappresentanza a Londra, Berlino e New York. Giambrone Law è un premiato, studio legale italiano che offre servizi legali completi e multidisciplinari avvalendosi di uno staff di oltre 60 membri tra cui avvocati, solicitor, dirigenti e staff che assistono giornalmente clienti privati e aziende in materia di diritto Italiano, europeo ed internazionale e nello sviluppo del loro business internazionale. Gli esperti in materia di Diritto Penale e Diritto Privato Internazionale sono a vostra disposizione per qualsiasi richiesta di informazioni o assistenza legale in materia di Processi, Contenziosi e procedure conciliative in Italia e all’estero.

Contattaci per informazioni: italy@giambronelaw.com


Per maggiori informazioni visitate il sito  www.giambronelaw.com o chiamate il numero 091 7434778.

giovedì 3 ottobre 2013

Lo Studio Legale Giambrone,  ha ottenuto ben quattro riconoscimenti recenti tra cui  “ Migliore Studio Legale Italiano 2012” “M&A Awards” per l’attività svolta in Italia in materia di  “Diritto della Navigazione”, e altri due per la consulenza ad aziende di nuova costituzione in materia di diritto commerciale transfrontaliero italiano e per le controversie transfrontaliere di diritto italiano. I premi sono stati assegnati da Acquisition International Magazine, prestigioso magazine britannico specializzato in finanza e diritto d’impresa sulla base delle votazioni dei lettori, su ricerche svolte sugli stessi e su testimonianze raccolte.

I riconoscimenti rappresentano un coronamento di anni di successi e di continua crescita e un motivo di orgoglio per uno studio che, attraversando indenne la crisi attuale oggi vanta proprie sedi a Londra, New York, Palermo, Roma, Milano, Tunisi, che nel 2013 ha già aperto una sede di rappresentanza a Berlino, prevede  di espandersi in Spagna e guarda con fiducia alla rapida crescita dell’Euro Mediterraneo. 


Questa è la Sicilia che merita e ottiene successi, una Sicilia innovativa, puntuale, che produce e lavora. Questo è lo spirito che da sempre anima Gabriele Giambrone, 36enne palermitano a capo di uno degli studi italiani più conosciuti e apprezzati nel panorama internazionale, che ha preso le mosse dieci anni fa nel Regno Unito.
Gabriele Giambrone rappresenta un esempio positivo ed emblematico della fuga “dei cervelli”, che partono per formarsi e per lavorare, con le qualità giuste e la voglia di investire in se stessi ed in uno straordinario progetto professionale e di vita all’estero, senza perdere le proprie radici e i contatti con la propria terra. Cervelli che poi tornano, per portare competenze ed esperienze nuove e diverse anche nella propria terra, aprendo uno studio legale unico e all’avanguardia.
Da sempre, infatti, il ruolo dello Studio Giambrone è stato quello di incoraggiare il networking territoriale nello spirito del mercato globale, con enorme fiducia nelle potenzialità della Sicilia, per dimostrare che il Sud oggi può esporsi sul mercato mondiale offrendo servizi competitivi e di qualità con grande professionalità ed esperienza.
Ad oggi Giambrone Law vanta uno staff in continua crescita di oltre 60 giovani talenti tra avvocati, Solicitor, european lawyers, praticanti e personale di supporto, che oggi è in grado di fornire assistenza in tutti i settori del diritto ed in transazioni e controversie in campo internazionale, in diverse lingue straniere, tra cui Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco, Lituano Portoghese, Russo e Arabo. 
E’ qui il cuore pulsante di Giambrone Law,  nel capoluogo siciliano, in un punto strategico che   ricorda un momento in cui la capitale siciliana, forse per l’ultima volta, rappresentò  il punto di riferimento europeo per  la prosperità economica e per la  produzione di cultura. 
Il gruppo di esperti fornisce assistenza legale all’ interno di un ampio raggio di transazioni,  sia industriali che commerciali, fusioni e acquisizioni, investimenti e cessioni, passando per  privatizzazioni e investimenti azionari fornendo anche consulenza commerciale e fiscale.  Lo Studio Legale Giambrone grazie alla esperienza maturata in questi anni con Clienti italiani e stranieri di primario rilievo, presta assistenza completa e multisettoriale nel Diritto Commerciale, Societario, Immobiliare, Tributario, Bancario e Finanziario, Contenzioso e Conciliazione, Diritto Familiare: divorzi, separazioni, convivenze  e pratiche familiari  rappresentano solo alcune delle situazioni più comuni  che oggi ci si trova ad affrontare; e ancora nell’applicazione del diritto privato internazionale  specialmente   per  quanto riguarda  le questioni  ereditarie  o nella gestione del Patrimonio in paesi diversi e anche nella consulenza fiscale relativa all’acquisto di proprietà in Italia.
Attività a tutto tondo per uno studio che  vanta collaborazioni con la Camera di Commercio  italiana  nel Regno Unito, la Camera di Commercio Italo- Germanica, Camera di Commercio Italiana a Peth e Italiana a Tunisi.
Lo Studio Legale Giambrone rappresenta l’unico studio legale Italiano a Tunisi ed è partner attivo del Consolato Italiano. Giambrone Law vanta un network globale in continua espansione costituito da partner, istituzioni, clienti e che porta il brand nel mondo organizzando e partecipando ogni anno a conferenze, seminari, fiere dedicate alle innovazioni nel mondo legale, al made in Italy o al networking per l’internazionalizzazione delle imprese in Italia e in Inghilterra per cogliere tutte le sfide del mercato globale e per portare il made in Sicily nel mondo. Ma soprattutto per portare investitori stranieri in Sicilia.

Tutto questo è Gabriele Giambrone ed il suo Sogno, fin qui, realizzato. E’ il paradigma dell’emigrazione italiana del Terzo millennio, il giovane professionista siciliano, emigrato per scelta e non per necessità, che parte con la speranza e la determinazione di poter realizzare non solo un sogno, ma un progetto preciso. Testimonial all’estero della forza delle idee del nostro Paese, motore dell’innovazione che da sempre caratterizza la Sicilia, l’Italia e gli italiani nel mondo.

Articolo estrapolato dal sito palermoparla.it




martedì 1 ottobre 2013

Articolo tratto dal sito http://www.gds.it/gds/sezioni/cronache/dettaglio/articolo/gdsid/182300/ del Giornale di Sicilia pubblicato il 22/12/2011 di LUIGI ANSALONI



Avvocato, 35 anni, ha studiato a Londra ed ha aperto uno studio legale che ha sedi in tutto il mondo. "Il mio cuore è siciliano, ma i ragazzi devono rischiare e pensare in grande, vedendo quello che c'è fuori da questa meravigliosa isola"




PALERMO. Passione, talento e un pizzico di incoscienza che nella vita (e nel lavoro) non guasta mai. Gabriele Giambrone, 35 anni, palermitano purosangue, è un tipico esempio di giovane rampante che sulla sua pelle ha rischiato mettendosi in proprio, quando tutti gli dicevano che farlo era una follia. Lavorava a Londra, nella City, con uno stipendio da favola, ma la sua passione e la sua tenacia lo hanno portato a fondare la Giambrone Law, uno studio legale che oggi è diventato una realtà assolutamente innovativa per il panorama siciliano, ma anche per quello italiano. Uno studio che oggi può  contare su uno staff giovane e dinamico di oltre 60 membri (l'età media è di 31 anni), distribuiti tra le sedi di Londra, Milano, Roma, Palermo, Tunisi, New York. E non è finita: Nel 2012 è prevista l’apertura di due nuove sedi all’estero ed una in Italia. Oltre 8.000 i clienti consolidati, di 81 Paesi del mondo, mentre il fatturato è in continua crescita: in un momento di crisi mondiale, Giambrone law si avvia a chiudere il 2011 con un incremento di fatturato del 17% ( ed un incremento dello staff del 25%).

"Ho lasciato Palermo a 17 anni per andare a studiare a Londra- dice l'avvocato Giambrone - sono poi andato a vivere in Scozia, mi sono laureato  e ho lavorato alla Royal Bank Scotland per 3 anni, tornando a Londra, nella City. Assistevo la comunità italiana nella capitale inglese, che è abbastanza ampia, poi ho capito che mancava uno studio legale che si occupasse degli stranieri e da lì è nata la mia impresa.  Il nostro team affianca gli imprenditori non soltanto nei momenti “patologici”, di difficoltà (contenzioso, recupero crediti, assistenza fiscale, problematiche del lavoro, ristrutturazione del debito…); ma anche e soprattutto nella routine della vita aziendale, come supporto per la crescita e lo sviluppo (redazione di business plan, studi di settore, ricerche di mercato, processi di internazionalizzazione) - continua Giambrone - La nostra vocazione è quella di introdurre le imprese a partner stranieri per esportate i propri prodotti nei mercati mondiali con la loro enorme platea di consumatori ed a fornitori stranieri per reperire materie prime a prezzi minori".



Il team GL è in grado di offrire assistenza legale in 12 lingue tra cui anche il russo, l’arabo, il cinese alla propria clientela corporate and private. Uno dei motivi che ha spinto Gabriele Giambrone a mettersi in proprio, oltre all'intuito che qualcosa nel panorama legale in un certo senso mancava, è quello di essere riconosciuto come un nome e non come un "numero":

"Quando lavoravo per la Royal Bank Scotland, nessuno mi conosceva come Gabriele Giambrone - dice - ero individuato come numero di Matricola, nella City, e da lì ho capito che non era una cosa che faceva per me. Ho lasciato uno stipendio davvero da favola, con i miei genitori e i miei amici che mi prendevano per pazzo, ma io volevo avere un nome, volevo fare qualcosa per la comunità, per gli altri. Così - continua - ho aperto un piccolo studio, che ora come un bambino sta pian piano crescendo, grazie a me e a tutte le persone che ci lavorano". Sta crescendo così bene, il Giambrone Law, che si  avvia a divenire il primo studio italiano di avvocati a costituirsi come SPA, non appena la normativa introdotta nell’ottobre 2012 diverrà legge dello stato italiano, a gennaio 2011. 

Ai giovani avvocati palermitani e siciliani dà questo consiglio: "Ci vuole modernizzazione e liberalizzazione. I giovani devono capire che la gestione di un'azienda è questione di unione. Basta con la filosofia che al proprio vicino si devono fare le scarpe, ma che è utile collaborare l'uno con l'altro. In Sicilia il mercato è molto ristretto, è vero, e quindi ognuno pensa per sè, ma al di fuori di questa bellissima isola, a cui io sono fiero di appartenere, esiste un mondo sterminato. Io sono fortunato, ho una visione internazionale grazie ai miei genitori, che mi hanno mandato a studiare all'estero, e forse la differenza tra me e i miei colleghi palermitani è proprio questa.  Bisogna specializzarsi, imparare le lingue, bisogna diversificarsi. I più grossi studi legali non sono italiani, ma esteri. Occorre una visione internazionale. E poi basta con l'idea del rapporto fiduciario con il cliente: lui mi paga per ottenere un servizio, che io farò al meglio delle mie possibilità, ma non occorre conoscersi o sapere tutto l'uno dell'altro per ottenere il risultato migliore". E alla fine un messaggio d'amore per la Sicilia: "Io sono fiero di essere palermitano, la sede principale della mia azienda è qui. A volte mi sento un pesce fuor d'acqua, lavorativamente parlando, ma il mio cuore è tutto qui"