Studio Legale Internazionale

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giovedì 26 giugno 2014

Con sentenza del 06.03.2013 il Tribunale di Cuneo ha statuito che la revoca di un amministratore di una società di capitali (S.r.l., S.p.A., S.a.p.a., S.r.l.s.), se supportata da una giusta causa dovuta a inadempienze e responsabilità dell’amministratore medesimo, esclude il diritto in capo a quest’ultimo al risarcimento del danno per l’anticipato scioglimento del rapporto contrattuale. Affinché ciò possa valere, è necessario che la delibera assembleare di revoca indichi espressamente le ragioni di tale responsabilità. L’eventuale omissione, dunque, non potrà essere integrata in futuro, neanche nel corso della causa intercorrente successivamente tra le parti. Per “giusta causa di revoca” si intende la violazione dei doveri imposti dalla legge o dall’atto costitutivo della società oppure quei comportamenti che, sebbene non costituiscano inadempimento, facciano venire meno il rapporto di fiducia tra i socie e il soggetto revocato. Non rientrano nella “giusta causa di revoca” delle semplici divergenze o attriti con l’amministratore, ove si tratti contrasti rientranti nella normale dialettica del consiglio di amministrazione.

Per fissare un appuntamento o per avere ulteriori informazioni relative a questo articolo, contattaci via mail a valentina.giarrusso@giambronelaw.com. Un nostro avvocato esperto in materia sarà a disposizione per consigliarti su come procedere. 


martedì 4 marzo 2014


Un fornitore di servizi Internet non può essere chiamato a rispondere del reato di violazione della privacy se i contenuti lesivi degli altrui diritti sono stati caricati online e immessi in Rete da parte di abbonati, utenti od iscritti. 
Questo è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione mettendo la parola fine ad un lungo processo che vedeva coinvolti alcuni alti dirigenti di Google.
Responsabili dell'incresciosa vicenda, che ha visto protagonista un giovane affetto dalla sindrome di Down, sono "i bulli", coloro che lo hanno vessato e che hanno poi caricato il video in Rete. 
A seguito di questo episodio, la società Google - che fornisce un servizio di Internet hosting provider - è stata accusata di non aver vigilato sui contenuti del filmato in questione.
Questi i punti più rilevanti della sentenza:
- Google Video è un host provider.  Pur essendo, infatti, proprietaria della piattaforma sulla quale gli utenti possono liberamente caricare i loro video/filmati, google svolge un ruolo di mera intermediazione. Lo hosting provider non conosce preventivamente cosa gli utenti andranno a caricare in rete, anche se a carattere offensivo, ma ne risponderanno nel momento in cui - una volta informati del contenuto illecito presente sulla propria piattaforma - non intervengano tempestivamente per rimuoverlo.
- Con riguardo alla privacy e al trattamento dei dati personali, non sussiste in capo al provider alcun obbligo sanzionato penalmente di informare il soggetto che ha immesso i dati dell'esistenza e della necessità di fare applicazione della normativa relativa al trattamento dei dati stessi. Ciò in quanto Google non è titolare del trattamento dei dati sensibili contenuti nel video, mentre lo sono gli utenti che lo caricano, ai quali possono essere applicate le sanzioni penali e amministrative previste dal Codice della Privacy. 
- Non può essere esercitata da parte dell’hosting provider un controllo preventivo, pieno ed efficace sulla massa dei video caricati da terzi, visto l’enorme afflusso di dati. Tale possibilità sarebbe possibile infatti soltanto attraverso l’attivazione di un filtro che, anche laddove fosse legislativamente previsto, sarebbe difficilmente ammissibile perché contrario dalla normativa europea secondo la quale i provider non devono "filtrare".
Questa sentenza rappresenta dunque un enorme passo avanti verso tutti i crimini commessi in rete ai danni dei più deboli. Si rivolge a tutte quelle persone, in maggior parte minorenni, che diffondano sul web dati sensibili, od anche a contenuto diffamatorio e che, trincerandosi dietro l’immagine dell’hosting provider, siano convinti che le loro azioni rimangano impunite. 






L'Avv. Donatella Sicomo è un avvocato penalista associato che lavora all’interno del Dipartimento di Contenzioso, Diritto Penale e Diritto Assicurativo. Donatella Sicomo ha conseguito un diploma di specializzazione nelle professioni legali (indirizzo giudiziario – forense), e sviluppato, nel tempo, la propria professionalità nella gestione di casi di diritto penale internazionale in particolare in casi di Immigrazione clandestina, negligenza medica e traffico internazionale di droga. Si è qualificata come avvocato presso l’Ordine degli Avvocati di Palermo nel 2005 e ha svolto un corso di specializzazione post laurea nelle professioni legali indirizzo giudiziario - forense. Donatella Sicomo, è un avvocato associato che si occupa quotidianamente di casi connessi al diritto penale italiano ed internazionale.  Ha lavorato a casi importantiriguardante mandato di arresto europeo, esecuzione di misure cautelari da eseguire all'estero e nel trattare questioni che hanno coinvolto traffici di opere d'arte a livello internazionale. Inoltre si è specializzata nello svolgimento indagini di rilievo su sinistri stradali con vittime, per reati informatici, per indagini su reati economici, nonché di responsabilità medica e per rilevare tracce di reato in casi di stalking e violenze alle persone in genere e ai minori in particolare.

Infine Donatella Sicomo si occupa di alcuni casi di nuova generazione legati diritto penale alla contrattualistica informatica, volta alla protezione del segreto industriale e alla protezione e difesa delle innovazioni.



Sito ufficiale : www.giambronelaw.com 



venerdì 29 novembre 2013

Il Dipartimento di Diritto Assicurativo di
Giambrone Law Studio Legale Internazionale

Ringrazia Clienti, Ospiti e Stampa

  Per Avere Preso Parte all’
Insurance Networking Party

Presso

Studio Legale Internazionale Giambrone Law


L’Insurance Network Party si è svolto ieri a porte aperte presso la sede siciliana di Giambrone Law Studio Legale Internazionale dove gli ospiti si sono incontrati e hanno condiviso una serata senza precedenti: progetti, alleanze e grandi idee il tutto allietato da musica e da un preziosissimo buffet di sfiziosità e vini siciliani in un ambiente curato e accogliente in pieno stile Giambrone Law.  

Dalle 18.00 fino a tarda serata un grande numero di ospiti, amici, giornalisti, rappresentati di tutte le più importanti compagnie assicurative e colleghi si sono trovati, per condividere con noi il coronamento di cinque anni di successi del Dipartimento di Diritto Assicurativo e anche l’inizio di un nuovo grande networking territoriale tra professionisti di cui Giambrone Law si propone come da anello di congiunzione.  Saluti da parte dell’ avv.  Luca Tantalo, Presidente Comitato ADR e Mediazione,  Avvocato Cassazionista, si occupa da diversi anni di ADR. Ha gestito in qualità di mediatore oltre sessanta controversie in diversi settori, tra cui diritto bancario e assicurativo, diritti reali, successioni, responsabilità medica, condominio ed R.C.. Ha sostenuto ed elogiato a gran voce l’impegno di Giambrone Law Studio Legale Internazionale e dell’ Avv. Gabriele Giambrone nella risoluzione delle controversie attraverso la mediazione. Piero Mastrosimone, Head del Dipartimento di Diritto Assicurativo dello Studio ha salutato gli ospiti auspicando che l’incontro possa rappresentare l’inizio della diffusione della cultura assicurativa nel meridione e lo sviluppo della cultura della transazione quale momento di reciproche pretese ma soprattutto di reciproche concessioni.  L’ avv. Gabriele Giambrone, Managing Partner,  in questi giorni, in tour tra le sedi di Giambrone Law nel mondo per chiudere l’anno di successi, incontrando tutto il suo team, non poteva mancare all’evento per ribadire la necessità di sviluppare il network siciliano, importando il modello anglosassone nel pensiero e nel business, esortando la competizione produttiva, l’alleanza tra professionisti e lo sviluppo di una classe imprenditoriale Siciliana che possa competere sul mercato globale e che si adegui agli standard europei.  Lui che nel 2004 ho aperto la prima sede a Londra e in 10 anni ha aperto sedi a Milano, Roma, Palermo, New York, Berlino, Tunisi e a breve a Barcellona. Grande sostenitore dei valori della sicilianità  e della mediazione, come sostenuto da poco ad una convention delle Nazioni Unite.