Studio Legale Internazionale

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venerdì 27 giugno 2014

Fermata Nave con un carico di 40 tonnellate di hashish. In stato di Fermo i componenti dell’equipaggio.

25 giugno 2014: Sequestro record di droga nelle acque del Mediterraneo. Una nave cargo battente bandiera del Togo, con a bordo circa 40 tonnellate di hashish, è stata fermata dalle unità aeronavali della Guardia di finanza al largo dell'isola di Pantelleria. La nave è stata trainata nel porto di Trapani. Fermati i 16 componenti dell'equipaggio. L'operazione è il frutto della collaborazione internazionale tra Fiamme gialle, Maoc (Maritime analysis and operations centre) di Lisbona, autorità doganali francesi e Direzione centrale dei servizi antidroga di Roma. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Trapani. La droga sequestrata avrebbe reso sul mercato decine di milioni di euro. 
Sarà il Giudice per le indagini preliminari a dover decidere se convalidare o meno la misura cautelare richiesta dal Pubblico Ministero e dunque trattenere in carcere i 16 componenti dell’equipaggio. Gli stessi verranno sottoposti ad interrogatorio e avranno diritto ad essere assistiti da interprete al fine di comprendere le accuse contro di loro. All’udienza dovrà necessariamente essere presente il difensore nominato anche la fine di verificare la legittima applicazione della misura cautelare.

Donatella Sicomo - Avvocato penalista di Giambrone Law - segue da anni clienti italiani e stranieri accusati di aver commesso un reato in Italia e all’estero. In casi come questo caso, è infatti importantissimo potersi rivolgere a uno studio legale serio e professionale, dove all'interno operino avvocati in grado di ascoltare attentamente il cliente, studiare attentamente il caso ed elaborare una consulenza legale ed una strategia adatta al suo caso. Gli avvocati penalisti di Giambrone Law | Studio Legale Internazionale privilegiano un approccio diretto e qualificato verso il cliente, e grazie alla esperienza maturata nell'ambito del diritto penale italiano ed internazionale, gli avvocati dello studio sono in grado di fornire assistenza e patrocinio a qualsiasi cittadino straniero accusato di aver commesso un reato in Italia, innanzi tutti i Tribunali e Corti di Appello della Repubblica. 


L’avvocato Donatella Sicomo è a disposizione per qualsiasi richiesta di assistenza legale al numero 091 7434778 o via email: donatella.sicomo@giambronelaw.com 

Giambrone Law - Studio Legale Internazionale con sedi a Roma, Milano, Palermo, Londra, Tunisi e New York, si avvale di esperti avvocati penalisti che parlano fluentemente la lingua inglese e che lavorano attivamente anche in collaborazione con altri dipartimenti dello studio al fine di prestare la migliore consulenza, assistenza e difesa a persone e società con interessi in Italia e all’estero che sono coinvolte in procedimenti penali nella giurisdizione italiana e in problematiche legali a carattere transnazionale e che implicano l’applicazione del diritto penale e processuale italiano. Giambrone Law grazie all’ esperienza acquisita in materia è riuscita a concludere con successo complicati casi di estradizione ed immigrazione clandestina internazionale che coinvolgevano Paesi come: Inghilterra, Germania, Tunisia, Svizzera, Australia e Stati Uniti.





martedì 4 marzo 2014


Un fornitore di servizi Internet non può essere chiamato a rispondere del reato di violazione della privacy se i contenuti lesivi degli altrui diritti sono stati caricati online e immessi in Rete da parte di abbonati, utenti od iscritti. 
Questo è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione mettendo la parola fine ad un lungo processo che vedeva coinvolti alcuni alti dirigenti di Google.
Responsabili dell'incresciosa vicenda, che ha visto protagonista un giovane affetto dalla sindrome di Down, sono "i bulli", coloro che lo hanno vessato e che hanno poi caricato il video in Rete. 
A seguito di questo episodio, la società Google - che fornisce un servizio di Internet hosting provider - è stata accusata di non aver vigilato sui contenuti del filmato in questione.
Questi i punti più rilevanti della sentenza:
- Google Video è un host provider.  Pur essendo, infatti, proprietaria della piattaforma sulla quale gli utenti possono liberamente caricare i loro video/filmati, google svolge un ruolo di mera intermediazione. Lo hosting provider non conosce preventivamente cosa gli utenti andranno a caricare in rete, anche se a carattere offensivo, ma ne risponderanno nel momento in cui - una volta informati del contenuto illecito presente sulla propria piattaforma - non intervengano tempestivamente per rimuoverlo.
- Con riguardo alla privacy e al trattamento dei dati personali, non sussiste in capo al provider alcun obbligo sanzionato penalmente di informare il soggetto che ha immesso i dati dell'esistenza e della necessità di fare applicazione della normativa relativa al trattamento dei dati stessi. Ciò in quanto Google non è titolare del trattamento dei dati sensibili contenuti nel video, mentre lo sono gli utenti che lo caricano, ai quali possono essere applicate le sanzioni penali e amministrative previste dal Codice della Privacy. 
- Non può essere esercitata da parte dell’hosting provider un controllo preventivo, pieno ed efficace sulla massa dei video caricati da terzi, visto l’enorme afflusso di dati. Tale possibilità sarebbe possibile infatti soltanto attraverso l’attivazione di un filtro che, anche laddove fosse legislativamente previsto, sarebbe difficilmente ammissibile perché contrario dalla normativa europea secondo la quale i provider non devono "filtrare".
Questa sentenza rappresenta dunque un enorme passo avanti verso tutti i crimini commessi in rete ai danni dei più deboli. Si rivolge a tutte quelle persone, in maggior parte minorenni, che diffondano sul web dati sensibili, od anche a contenuto diffamatorio e che, trincerandosi dietro l’immagine dell’hosting provider, siano convinti che le loro azioni rimangano impunite. 






L'Avv. Donatella Sicomo è un avvocato penalista associato che lavora all’interno del Dipartimento di Contenzioso, Diritto Penale e Diritto Assicurativo. Donatella Sicomo ha conseguito un diploma di specializzazione nelle professioni legali (indirizzo giudiziario – forense), e sviluppato, nel tempo, la propria professionalità nella gestione di casi di diritto penale internazionale in particolare in casi di Immigrazione clandestina, negligenza medica e traffico internazionale di droga. Si è qualificata come avvocato presso l’Ordine degli Avvocati di Palermo nel 2005 e ha svolto un corso di specializzazione post laurea nelle professioni legali indirizzo giudiziario - forense. Donatella Sicomo, è un avvocato associato che si occupa quotidianamente di casi connessi al diritto penale italiano ed internazionale.  Ha lavorato a casi importantiriguardante mandato di arresto europeo, esecuzione di misure cautelari da eseguire all'estero e nel trattare questioni che hanno coinvolto traffici di opere d'arte a livello internazionale. Inoltre si è specializzata nello svolgimento indagini di rilievo su sinistri stradali con vittime, per reati informatici, per indagini su reati economici, nonché di responsabilità medica e per rilevare tracce di reato in casi di stalking e violenze alle persone in genere e ai minori in particolare.

Infine Donatella Sicomo si occupa di alcuni casi di nuova generazione legati diritto penale alla contrattualistica informatica, volta alla protezione del segreto industriale e alla protezione e difesa delle innovazioni.



Sito ufficiale : www.giambronelaw.com 



lunedì 24 febbraio 2014

La percezione che spesso si ha sulla sanità italiana è quella di un servizio che non funziona con la dovuta efficienza.
Le azioni legali contro i medici in Italia tendono ad aumentare di anno in anno ed il loro numero si aggira intorno alle 15.000 cause all'anno, con conseguenti gravi perdite economiche per il sistema sanitario nazionale, costretto a spendere oltre miliardi di euro per risarcire tutti i pazienti danneggiati da errori terapeutici o diagnostici. Ciò ha reso anche difficile  trovare compagnie assicurative disposte a sopportare il rischio dei crediti pecuniari collegati a casi di negligenza medica.
Indubbiamente la ragione di quanto sta accadendo va ricercata nel modo di guardare all’attività medica. Se in passato, il medico aveva l'obbligo di utilizzare tutti i mezzi disponibili per raggiungere il risultato senza essere legalmente obbligato a raggiungerlo, oggi il medico è sempre più spesso chiamato a rispondere di un risultato, secondo quelle che sono le aspettative del paziente.
La disciplina della responsabilità medica italiana differisce rispetto alle sempre più variegate esperienze internazionali. Di fronte a sistemi giuridici profondamente diversi, di civil law e di common law, anche le leggi sulla responsabilità medica non potevano non risultarne influenzate.
Dal punto di vista processuale, in Italia i casi di malpractice medica (sia per i procedimenti penali che civili ) sono trattati in 3 gradi di giudizio: Tribunale, Corte d'appello e Corte di Cassazione. Il medico può essere contemporaneamente perseguito sia in sede penale che in sede civile e se il paziente subisce un danno per effetto di un suo errore, legato con nesso causale alla sua condotta, il medico potrà essere ritenuto penalmente responsabile per lesioni personali colpose. In sede civile invece il medico sarà tenuto al risarcimento del danno.
La condotta del medico viene valutata alla luce dei parametri di diligenza, prudenza e perizia ed il medico potrà essere ritenuto responsabile di un danno laddove abbia, in violazione di questi parametri, commesso il fatto con colpa lieve o colpa grave. Questa distinzione non si applica nei sistemi di common law.
In Italia non esiste un codice di leggi specifiche per il rapporto medico-paziente. Il medico assume un obbligo contrattuale nei confronti del paziente e tale contratto si perfeziona al momento della accettazione da parte del paziente del ricovero in ospedale o anche delle semplici cure. Vi è un termine di 10 anni per poter agire nei confronti di un medico in Italia, rispetto ai due anni previsti ad esempio dalla legislazione statunitense.
Rilievo assume anche la disciplina sul consenso informato.
In Italia, nessuno può essere costretto a sottoporsi a qualsiasi trattamento medico senza il suo consenso. Il trattamento medico è obbligatorio o quando una persona è considerata in condizioni di elevata disagio psichico o laddove vi siano situazioni di emergenza, ed il paziente non è in grado di esprimere il proprio consenso. L’obbligo di acquisire il consenso del paziente rientra nel più generale dovere di informazione sulla natura e sui rischi connessi al trattamento che grava sul medico. Se l'informazione è mancante, in tutto o in parte, ci sarà una responsabilità di omissione colpevole da parte del medico. Tali principi sono simili a quelli utilizzati negli Stati Uniti ma diversa è la loro applicazione in Italia.
Si tratta di dati che inducono ad identificare il limite principale della sanità italiana, rappresentato dal fatto che non esiste uno specifico sistema di controllo che consenta di valutare l' ampiezza dei casi di malasanità. Una soluzione al problema potrebbe essere l'introduzione di un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie, basato ad esempio sull'esperienza tedesca, o anche sulla esperienza svedese (con l’istituzione di  un fondo patrimoniale di assicurazione dei pazienti vittime di errori medici), unita ad una riforma del sistema giudiziario italiano in materia di malpractice medica contenzioso.







L'Avv. Donatella Sicomo è un avvocato penalista associato che lavora all’interno del Dipartimento di Contenzioso, Diritto Penale e Diritto Assicurativo. Donatella Sicomo ha conseguito un diploma di specializzazione nelle professioni legali (indirizzo giudiziario – forense), e sviluppato, nel tempo, la propria professionalità nella gestione di casi di diritto penale internazionale in particolare in casi di Immigrazione clandestina, negligenza medica e traffico internazionale di droga.  Si è qualificata come avvocato presso l’Ordine degli Avvocati di Palermo nel 2005 e ha svolto un corso di specializzazione post laurea nelle professioni legali indirizzo giudiziario - forense. Donatella Sicomo, è un avvocato associato che si occupa quotidianamente di casi connessi al diritto penale italiano ed internazionale.  Ha lavorato a casi importantiriguardante mandato di arresto europeo, esecuzione di misure cautelari da eseguire all'estero e nel trattare questioni che hanno coinvolto traffici di opere d'arte a livello internazionale. Inoltre si è specializzata nello svolgimento indagini di rilievo su sinistri stradali con vittime, per reati informatici, per indagini su reati economici, nonché di responsabilità medica e per rilevare tracce di reato in casi di stalking e violenze alle persone in genere e ai minori in particolare.

Infine Donatella Sicomo si occupa di alcuni casi di nuova generazione legati diritto penale alla contrattualistica informatica, volta alla protezione del segreto industriale e alla protezione e difesa delle innovazioni.





martedì 15 ottobre 2013

Parla l’avvocato Donatella Sicomo, Esperta di Diritto Penale 
 Studio Legale Internazionale Giambrone


“The face of an angel” questo è il titolo che ha ispirato il nuovo film del regista Michael Winterbottom sulla storia di Amanda Knox, che sarà girato prossimamente in Italia. Stupisce la notizia di un altro film, a due anni dall’uscita di the Murder on Trial in Italy e del documentario sulla ricostruzione della vita della giovane studentessa americana, accusata dell'omicidio di Meredith Kercher e dulcis in fundo dopo l’uscita di “Waiting to be heard (In attesa di essere ascoltata) il suo libro- confessione che ha aperto un dibattito tra il pubblico.  C’era chi pensava che il libro uscito in Italia rappresentasse il suo bisogno di raccontarsi e chi solo il  bisogno di soddisfare il gusto del pubblico che l’ha resa milionaria. Pubblico che oggi trova nei processi legali la nuova frontiera della fiction, rendendosi però anche colpevoli di una mercificazione della morte ai fini mediatici,  che mette in ombra le vittime ed esalta le personalità dei presunti colpevoli, in processi mediatici, che dividono l’Italia tra colpevoli e innocenti.

L’unica verità è che oggi a distanza di sei anni dal delitto, non è affatto chiaro cosa sia veramente successo quella notte, quale fosse la natura del rapporto tra Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Meredith Kercher e chi altro fosse coinvolto nell’omicidio della studentessa americana. La riapertura del caso come conseguenza del ricorso presentato dalla Procura Generale di Perugia e dagli avvocati italiani della famiglia della studentessa inglese, apre sicuramente nuovi scenari. Il nuovo procedimento dovrà occuparsi non solo di dimostrare la presenza o meno dei due imputati nel locus commissi delicti, ma di  delineare la posizione soggettiva del concorrente Rudy Guedè, a fronte del ventaglio di situazioni ipotizzabili.
Purtroppo però né Amanda Knox né Sollecito lunedì scorso erano in aula. Lei è in America e non intende ritornare in Italia, ovviamente, e lui alla fine ha deciso di non presentarsi.
Con queste premesse a qualsiasi lettore viene in mente solo una domanda:

L’America acconsentirebbe all’estradizione per Amanda?

Abbiamo chiesto all’avv. Donatella Sicomo, Esperta di diritto Penale dello Studio Legale Giambrone, premiato nel 2012 come migliore studio legale italiano e Italian Cross Border Litigation Law Firm of the year” in materia di controversie transfrontaliere di diritto italiano. Donatella Sicomo ha un profilo di alta qualificazione in materia penale avendo maturato la propria esperienza in campo internazionale in casi di processi penali internazionali, estradizioni, immigrazione clandestina e traffico internazionale di droga.
L’avv. Donatella Sicomo commenta così la notizia:
Se la Knox dovesse essere ancora una volta condannata, oppure sottoposta a una misura cautelare mentre si trova negli Usa, due sono le possibilità: o si consegna spontaneamente alla giustizia italiana, oppure si dovrà chiederne l'estradizione agli Stati Uniti. In questo caso, sarà il ministero della Giustizia italiano a domandare al corrispondente Dipartimento americano la cattura e il trasferimento della donna.

Ma le autorità americane potrebbero rifiutare l'estradizione di Amanda, nonostante quanto preveda il Trattato bilaterale sull'estradizione in vigore tra Italia e Stati Uniti, del 1983”.


Secondo tale Trattato, infatti, gli Usa non potrebbero rifiutare di estradare Amanda, in quanto "I Trattati internazionali sono considerati prevalenti dalla stessa Costituzione americana".  Vi sono, tuttavia, dei casi, chiamati 'di protezione' previsti dalla Carta dei padri fondatori, che se accertati permetterebbero agli Stati Uniti di giustificare il rifiuto alla domanda di estradizione nei confronti del mondo.

La vicenda giudiziaria di Amanda Knox si snoda intorno al principio del «double jeopardy», ossia la norma costituzionale americana per cui una persona assolta non può essere processata una seconda volta sulla base delle stesse accuse.

La valenza di tale principio è l'unica possibilità che ha Amanda di evitare l'estradizione. L'articolo VI° del Trattato di Estradizione tra Italia e Stati Uniti del 1983 recita infatti,  "L'estradizione non è concessa quando la persona richiesta è stata condannata, assolta o graziata, o ha scontato la pena inflittale dalla parte richiesta per gli stessi fatti per i quali l'estradizione è domandata".
In questo contesto, la domanda di estradizione da parte delle autorità italiane ”violerebbe il principio legale americano, secondo cui un imputato per reati penali non può essere processato due volte per le stesse accuse”.
Sebbene, analogo principio esista nell’ordinamento giuridico italiano, il caso Knox non vi rientra, poiché la sentenza non è ancora definitiva, visto che la Cassazione ha semplicemente rimandato, come è sua facoltà, a un nuovo processo.

Quale il rischio per Amanda Knox di non essersi presentata in aula lo scorso 30 settembre 2013 dove si è tenuta a Firenze la prima udienza del nuovo processo d'appello?
“ Amanda Knox non è comparsa e la Corte ne ha dichiarato la contumacia.
Se Amanda fosse condannata in contumacia, le autorità giudiziarie Usa potrebbero decidere di non procedere a estradizione perché ciò andrebbe a ledere il principio del "giusto processo" contenuto nella Costituzione americana. Sebbene, infatti, negli Stati Uniti sia ammesso il rinvio a giudizio di un individuo in "absentia", non è invece ammesso che venga processato e condannato se fisicamente assente.
Anche sulla base di questo principio gli Stati Uniti potrebbero rifiutare l’estradizione di Amanda. Ma il rifiuto alla estradizione non risolverebbe tutti i problemi di Amanda che correrebbe il rischio di trovarsi prigioniera del suo stesso Paese. Se la studentessa di Seattle si recasse in Paesi con le quali l'Italia ha firmato accordi di collaborazione reciproca rischierebbe di essere arrestata e quindi estradata sulla base di un mandato di cattura internazionale”.

Ad oggi, dunque, grazie all’Avv. Donatella Sicomo abbiamo capito che le possibilità che la ragazza di Seattle venga estradata sono molto basse rispetto a quello che l’opinione pubblica potrebbe pensare o aspettarsi. A prescindere dalle convinzioni di ciascuno, per conoscere le sorti di questa ragazza, che alcuni difendono ed altri accusano, non rimane che attendere l’esito del secondo processo di appello.

Avv. Donatella Sicomo
Giambrone Law

Quì sotto troverete la video intervista dell' ITV News a Graziano Cecchetti dello Studio Legale Internazionale Giambrone che nel mese di marzo 2013 già ipotizzava un nuovo appello e l’assenza della Knox…





Editors notes:
Giambrone Law è uno studio legale di fama internazionale fondato nel 2004 con sedi a Milano, Roma, Palermo, Tunisi e uffici di rappresentanza a Londra, Berlino e New York. Giambrone Law è un premiato, studio legale italiano che offre servizi legali completi e multidisciplinari avvalendosi di uno staff di oltre 60 membri tra cui avvocati, solicitor, dirigenti e staff che assistono giornalmente clienti privati e aziende in materia di diritto Italiano, europeo ed internazionale e nello sviluppo del loro business internazionale. Gli esperti in materia di Diritto Penale e Diritto Privato Internazionale sono a vostra disposizione per qualsiasi richiesta di informazioni o assistenza legale in materia di Processi, Contenziosi e procedure conciliative in Italia e all’estero.

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