Fermata Nave con un carico di 40 tonnellate di hashish. In stato di Fermo i componenti dell’equipaggio.
25 giugno 2014: Sequestro record di droga nelle acque del Mediterraneo. Una nave cargo battente bandiera del Togo, con a bordo circa 40 tonnellate di hashish, è stata fermata dalle unità aeronavali della Guardia di finanza al largo dell'isola di Pantelleria. La nave è stata trainata nel porto di Trapani. Fermati i 16 componenti dell'equipaggio. L'operazione è il frutto della collaborazione internazionale tra Fiamme gialle, Maoc (Maritime analysis and operations centre) di Lisbona, autorità doganali francesi e Direzione centrale dei servizi antidroga di Roma.
Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Trapani. La droga sequestrata avrebbe reso sul mercato decine di milioni di euro.
Sarà il Giudice per le indagini preliminari a dover decidere se convalidare o meno la misura cautelare richiesta dal Pubblico Ministero e dunque trattenere in carcere i 16 componenti dell’equipaggio. Gli stessi verranno sottoposti ad interrogatorio e avranno diritto ad essere assistiti da interprete al fine di comprendere le accuse contro di loro. All’udienza dovrà necessariamente essere presente il difensore nominato anche la fine di verificare la legittima applicazione della misura cautelare.
Donatella Sicomo - Avvocato penalista di Giambrone Law - segue da anni clienti italiani e stranieri accusati di aver commesso un reato in Italia e all’estero. In casi come questo caso, è infatti importantissimo potersi rivolgere a uno studio legale serio e professionale, dove all'interno operino avvocati in grado di ascoltare attentamente il cliente, studiare attentamente il caso ed elaborare una consulenza legale ed una strategia adatta al suo caso.
Gli avvocati penalisti di Giambrone Law | Studio Legale Internazionale privilegiano un approccio diretto e qualificato verso il cliente, e grazie alla esperienza maturata nell'ambito del diritto penale italiano ed internazionale, gli avvocati dello studio sono in grado di fornire assistenza e patrocinio a qualsiasi cittadino straniero accusato di aver commesso un reato in Italia, innanzi tutti i Tribunali e Corti di Appello della Repubblica.
L’avvocato Donatella Sicomo è a disposizione per qualsiasi richiesta di assistenza legale al numero 091 7434778 o via email: donatella.sicomo@giambronelaw.com
Giambrone Law - Studio Legale Internazionale con sedi a Roma, Milano, Palermo, Londra, Tunisi e New York, si avvale di esperti avvocati penalisti che parlano fluentemente la lingua inglese e che lavorano attivamente anche in collaborazione con altri dipartimenti dello studio al fine di prestare la migliore consulenza, assistenza e difesa a persone e società con interessi in Italia e all’estero che sono coinvolte in procedimenti penali nella giurisdizione italiana e in problematiche legali a carattere transnazionale e che implicano l’applicazione del diritto penale e processuale italiano. Giambrone Law grazie all’ esperienza acquisita in materia è riuscita a concludere con successo complicati casi di estradizione ed immigrazione clandestina internazionale che coinvolgevano Paesi come: Inghilterra, Germania, Tunisia, Svizzera, Australia e Stati Uniti.
Un fornitore di servizi Internet non può essere chiamato a rispondere del reato di violazione della privacy se i contenuti lesivi degli altrui diritti sono stati caricati online e immessi in Rete da parte di abbonati, utenti od iscritti. Questo è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione mettendo la parola fine ad un lungo processo che vedeva coinvolti alcuni alti dirigenti di Google. Responsabili dell'incresciosa vicenda, che ha visto protagonista un giovane affetto dalla sindrome di Down, sono "i bulli", coloro che lo hanno vessato e che hanno poi caricato il video in Rete. A seguito di questo episodio, la società Google - che fornisce un servizio di Internet hosting provider - è stata accusata di non aver vigilato sui contenuti del filmato in questione. Questi i punti più rilevanti della sentenza: - Google Video è un host provider. Pur essendo, infatti, proprietaria della piattaforma sulla quale gli utenti possono liberamente caricare i loro video/filmati, google svolge un ruolo di mera intermediazione. Lo hosting provider non conosce preventivamente cosa gli utenti andranno a caricare in rete, anche se a carattere offensivo, ma ne risponderanno nel momento in cui - una volta informati del contenuto illecito presente sulla propria piattaforma - non intervengano tempestivamente per rimuoverlo. - Con riguardo alla privacy e al trattamento dei dati personali, non sussiste in capo al provider alcun obbligo sanzionato penalmente di informare il soggetto che ha immesso i dati dell'esistenza e della necessità di fare applicazione della normativa relativa al trattamento dei dati stessi. Ciò in quanto Google non è titolare del trattamento dei dati sensibili contenuti nel video, mentre lo sono gli utenti che lo caricano, ai quali possono essere applicate le sanzioni penali e amministrative previste dal Codice della Privacy. - Non può essere esercitata da parte dell’hosting provider un controllo preventivo, pieno ed efficace sulla massa dei video caricati da terzi, visto l’enorme afflusso di dati. Tale possibilità sarebbe possibile infatti soltanto attraverso l’attivazione di un filtro che, anche laddove fosse legislativamente previsto, sarebbe difficilmente ammissibile perché contrario dalla normativa europea secondo la quale i provider non devono "filtrare". Questa sentenza rappresenta dunque un enorme passo avanti verso tutti i crimini commessi in rete ai danni dei più deboli. Si rivolge a tutte quelle persone, in maggior parte minorenni, che diffondano sul web dati sensibili, od anche a contenuto diffamatorio e che, trincerandosi dietro l’immagine dell’hosting provider, siano convinti che le loro azioni rimangano impunite.
L'Avv. Donatella Sicomoè un avvocato penalista associato che lavora all’interno del Dipartimento di Contenzioso, Diritto Penale e Diritto Assicurativo. Donatella Sicomo ha conseguito un diploma di specializzazione nelle professioni legali (indirizzo giudiziario – forense), e sviluppato, nel tempo, la propria professionalità nella gestione di casi di diritto penale internazionale in particolare in casi di Immigrazione clandestina, negligenza medica e traffico internazionale di droga. Si è qualificata come avvocato presso l’Ordine degli Avvocati di Palermo nel 2005 e ha svolto un corso di specializzazione post laurea nelle professioni legali indirizzo giudiziario - forense. Donatella Sicomo, è un avvocato associato che si occupa quotidianamente di casi connessi al diritto penale italiano ed internazionale. Ha lavorato a casi importantiriguardante mandato di arresto europeo, esecuzione di misure cautelari da eseguire all'estero e nel trattare questioni che hanno coinvolto traffici di opere d'arte a livello internazionale. Inoltre si è specializzata nello svolgimento indagini di rilievo su sinistri stradali con vittime, per reati informatici, per indagini su reati economici, nonché di responsabilità medica e per rilevare tracce di reato in casi di stalking e violenze alle persone in genere e ai minori in particolare.
Infine Donatella Sicomo si occupa di alcuni casi di nuova generazione legati diritto penale alla contrattualistica informatica, volta alla protezione del segreto industriale e alla protezione e difesa delle innovazioni.
La percezione che spesso
si ha sulla sanità italiana è quella di un servizio che non funziona con la dovuta efficienza.
Le azioni legali contro
i medici in Italia tendono ad aumentare di anno in anno ed il loro numero si
aggira intorno alle 15.000 cause all'anno, con conseguenti gravi perdite
economiche per il sistema sanitario nazionale, costretto a spendere oltre
miliardi di euro per risarcire tutti i pazienti danneggiati da errori
terapeutici o diagnostici. Ciò ha reso anche difficile trovare compagnie assicurative disposte a
sopportare il rischio dei crediti pecuniari collegati a casi di negligenza
medica.
Indubbiamente la
ragione di quanto sta accadendo va ricercata nel modo di guardare all’attività
medica. Se in passato, il medico aveva l'obbligo di utilizzare tutti i mezzi
disponibili per raggiungere il risultato senza essere legalmente obbligato a
raggiungerlo, oggi il medico è sempre più spesso chiamato a rispondere di un
risultato, secondo quelle che sono le aspettative del paziente.
La disciplina della
responsabilità medica italiana differisce rispetto alle sempre più variegate
esperienze internazionali. Di fronte a sistemi giuridici profondamente diversi,
di civil law e di common law, anche le leggi sulla responsabilità medica non
potevano non risultarne influenzate.
Dal punto di vista
processuale, in Italia i casi di malpractice medica (sia per i procedimenti
penali che civili ) sono trattati in 3 gradi di giudizio: Tribunale, Corte
d'appello e Corte di Cassazione. Il medico può essere contemporaneamente
perseguito sia in sede penale che in sede civile e se il paziente subisce un
danno per effetto di un suo errore, legato con nesso causale alla sua condotta,
il medico potrà essere ritenuto penalmente responsabile per lesioni personali
colpose. In sede civile invece il medico sarà tenuto al risarcimento del danno.
La condotta del medico
viene valutata alla luce dei parametri di diligenza, prudenza e perizia ed il
medico potrà essere ritenuto responsabile di un danno laddove abbia, in
violazione di questi parametri, commesso il fatto con colpa lieve o colpa
grave. Questa distinzione non si applica nei sistemi di common law.
In Italia non esiste un
codice di leggi specifiche per il rapporto medico-paziente. Il medico assume un
obbligo contrattuale nei confronti del paziente e tale contratto si perfeziona al
momento della accettazione da parte del paziente del ricovero in ospedale o
anche delle semplici cure. Vi è un termine di 10 anni per poter agire nei
confronti di un medico in Italia, rispetto ai due anni previsti ad esempio dalla
legislazione statunitense.
Rilievo assume anche la
disciplina sul consenso informato.
In Italia, nessuno può
essere costretto a sottoporsi a qualsiasi trattamento medico senza il suo
consenso. Il trattamento medico è obbligatorio o quando una persona è
considerata in condizioni di elevata disagio psichico o laddove vi siano situazioni
di emergenza, ed il paziente non è in grado di esprimere il proprio consenso. L’obbligo
di acquisire il consenso del paziente rientra nel più generale dovere di
informazione sulla natura e sui rischi connessi al trattamento che grava sul
medico. Se l'informazione è mancante, in tutto o in parte, ci sarà una
responsabilità di omissione colpevole da parte del medico. Tali principi sono simili
a quelli utilizzati negli Stati Uniti ma diversa è la loro applicazione in
Italia.
Si tratta di dati che
inducono ad identificare il limite principale della sanità italiana,
rappresentato dal fatto che non esiste uno specifico sistema di controllo che
consenta di valutare l' ampiezza dei casi di malasanità. Una soluzione al
problema potrebbe essere l'introduzione di un sistema di risoluzione
stragiudiziale delle controversie, basato ad esempio sull'esperienza tedesca, o
anche sulla esperienza svedese (con l’istituzione di un fondo patrimoniale di assicurazione dei
pazienti vittime di errori medici), unita ad una riforma del sistema
giudiziario italiano in materia di malpractice medica contenzioso.
L'Avv. Donatella Sicomoè un avvocato penalista associato che lavora all’interno del Dipartimento di Contenzioso, Diritto Penale e Diritto Assicurativo. Donatella Sicomo ha conseguito un diploma di specializzazione nelle professioni legali (indirizzo giudiziario – forense), e sviluppato, nel tempo, la propria professionalità nella gestione di casi di diritto penale internazionale in particolare in casi di Immigrazione clandestina, negligenza medica e traffico internazionale di droga. Si è qualificata come avvocato presso l’Ordine degli Avvocati di Palermo nel 2005 e ha svolto un corso di specializzazione post laurea nelle professioni legali indirizzo giudiziario - forense. Donatella Sicomo, è un avvocato associato che si occupa quotidianamente di casi connessi al diritto penale italiano ed internazionale. Ha lavorato a casi importantiriguardante mandato di arresto europeo, esecuzione di misure cautelari da eseguire all'estero e nel trattare questioni che hanno coinvolto traffici di opere d'arte a livello internazionale. Inoltre si è specializzata nello svolgimento indagini di rilievo su sinistri stradali con vittime, per reati informatici, per indagini su reati economici, nonché di responsabilità medica e per rilevare tracce di reato in casi di stalking e violenze alle persone in genere e ai minori in particolare.
Infine Donatella Sicomo si occupa di alcuni casi di nuova generazione legati diritto penale alla contrattualistica informatica, volta alla protezione del segreto industriale e alla protezione e difesa delle innovazioni.
Parla
l’avvocato Donatella Sicomo, Esperta di Diritto Penale
Studio Legale Internazionale Giambrone
“The face of an angel” questo è il titolo che ha
ispirato il nuovo film del regista Michael Winterbottom sulla storia di Amanda Knox, che
sarà girato prossimamente in Italia. Stupisce la notizia di un altro film, a
due anni dall’uscita di theMurder on Trial in Italy e del
documentario sulla ricostruzione della vita della giovane studentessa
americana, accusata dell'omicidio di Meredith Kercher e dulcis in fundo dopo l’uscita di “Waiting to be heard”(In attesa di essere ascoltata) il suo libro-
confessione che ha aperto un dibattito tra il pubblico. C’era chi pensava che il libro uscito in
Italia rappresentasse il suo bisogno di raccontarsi e chi solo il bisogno di soddisfare il gusto del pubblico che
l’ha resa milionaria. Pubblico che oggi trova nei processi legali la nuova frontiera
della fiction, rendendosi però anche
colpevoli di una mercificazione della morte ai fini mediatici, che mette in ombra le vittime ed esalta le
personalità dei presunti colpevoli, in processi mediatici, che dividono l’Italia tra colpevoli e innocenti.
L’unica verità è che oggi a distanza di sei anni dal delitto,
non è affatto chiaro cosa sia veramente successo quella notte, quale fosse la
natura del rapporto tra Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Meredith Kercher e
chi altro fosse coinvolto nell’omicidio della studentessa americana. La
riapertura del caso come conseguenza del ricorso presentato dalla Procura Generale
di Perugia e dagli avvocati italiani della famiglia della studentessa inglese,
apre sicuramente nuovi scenari. Il nuovo procedimento dovrà occuparsi non solo di dimostrare la presenza o meno dei due imputati nel locus
commissi delicti, ma di delineare la
posizione soggettiva del concorrente Rudy Guedè, a fronte del ventaglio di
situazioni ipotizzabili.
Purtroppo però né Amanda Knox né Sollecito lunedì scorso erano
in aula. Lei è in America e non intende ritornare in Italia, ovviamente, e
lui alla fine ha deciso di non presentarsi.
Con queste premesse a qualsiasi lettore viene in mente solo
una domanda:
L’America
acconsentirebbe all’estradizione per Amanda?
Abbiamo
chiesto all’avv. Donatella Sicomo, Esperta di diritto Penale dello Studio
Legale Giambrone, premiato nel 2012 come migliore studio legale italiano e Italian Cross
Border Litigation Law Firm of the year” in
materia di controversie transfrontaliere di diritto italiano. Donatella Sicomo ha un profilo di alta qualificazione in
materia penale avendo maturato la propria esperienza in campo internazionale in
casi di processi penali internazionali, estradizioni, immigrazione clandestina
e traffico internazionale di droga.
L’avv.
Donatella Sicomo commenta così la notizia:
“Se la Knox dovesse essere ancora una volta condannata, oppure
sottoposta a una misura cautelare mentre si trova negli Usa, due sono le
possibilità: o si consegna spontaneamente alla giustizia italiana, oppure si
dovrà chiederne l'estradizione agli Stati Uniti. In questo caso, sarà il
ministero della Giustizia italiano a domandare al corrispondente Dipartimento
americano la cattura e il trasferimento della donna.
Ma le autorità americane potrebbero rifiutare
l'estradizione di Amanda, nonostante quanto preveda il Trattato bilaterale sull'estradizione in vigore tra
Italia e Stati Uniti, del 1983”.
Secondo tale Trattato, infatti,
gli Usa non potrebbero rifiutare di estradare Amanda, in quanto "I
Trattati internazionali sono considerati prevalenti dalla stessa Costituzione
americana". Vi sono, tuttavia, dei
casi, chiamati 'di protezione' previsti dalla Carta dei padri fondatori, che se
accertati permetterebbero agli Stati Uniti di giustificare il rifiuto alla
domanda di estradizione nei confronti del mondo.
La vicenda giudiziaria di
Amanda Knox si snoda intorno al principio del «double jeopardy», ossia la norma
costituzionale americana per cui una persona assolta non può essere processata
una seconda volta sulla base delle stesse accuse.
La valenza di tale principio è l'unica
possibilità che ha Amanda di evitare l'estradizione. L'articolo VI°
del Trattato di Estradizione tra Italia e Stati Uniti
del 1983 recita infatti,
"L'estradizione non è concessa quando la persona richiesta è stata
condannata, assolta o graziata, o ha scontato la pena inflittale dalla parte
richiesta per gli stessi fatti per i quali l'estradizione è domandata".
In questo contesto, la domanda
di estradizione da parte delle autorità italiane ”violerebbe il principio
legale americano, secondo cui un imputato per reati penali non può essere
processato due volte per le stesse accuse”.
Sebbene, analogo principio esista nell’ordinamento giuridico
italiano, il caso Knox non vi rientra, poiché la sentenza non è ancora definitiva, visto che la Cassazione
ha semplicemente rimandato, come è sua facoltà, a un nuovo processo.
Quale il rischio per Amanda
Knox di non essersi presentata in aula lo scorso 30 settembre 2013 dove si è
tenuta a Firenze la prima udienza del nuovo processo d'appello?
“ Amanda Knox non è comparsa e la Corte ne ha dichiarato la
contumacia.
Se Amanda fosse condannata in contumacia, le autorità
giudiziarie Usa potrebbero decidere di non procedere a estradizione perché ciò
andrebbe a ledere il principio del "giusto processo" contenuto nella
Costituzione americana. Sebbene, infatti, negli Stati Uniti sia ammesso il
rinvio a giudizio di un individuo in "absentia", non è invece ammesso
che venga processato e condannato se fisicamente assente.
Anche sulla base di questo principio gli Stati Uniti
potrebbero rifiutare l’estradizione di Amanda. Ma il rifiuto alla estradizione
non risolverebbe tutti i problemi di Amanda che correrebbe il rischio di
trovarsi prigioniera del suo stesso Paese. Se la studentessa di Seattle si
recasse in Paesi con le quali l'Italia ha firmato accordi di collaborazione
reciproca rischierebbe di essere arrestata e quindi estradata sulla base di un
mandato di cattura internazionale”.
Ad oggi, dunque, grazie
all’Avv. Donatella Sicomo abbiamo capito
che le possibilità che la ragazza di Seattle venga estradata sono molto basse
rispetto a quello che l’opinione pubblica potrebbe pensare o aspettarsi. A
prescindere dalle convinzioni di ciascuno, per conoscere le sorti di questa
ragazza, che alcuni difendono ed altri accusano, non rimane che attendere
l’esito del secondo processo di appello.
Avv. Donatella Sicomo
Giambrone Law
Quì sotto troverete la video intervista dell' ITV News a Graziano Cecchetti dello
Studio Legale Internazionale Giambrone che nel mese di marzo 2013 già ipotizzava un nuovo appello e
l’assenza della Knox…
Editors
notes:
Giambrone
Law è uno studio legale di fama internazionale fondato nel 2004 con sedi a
Milano, Roma, Palermo, Tunisi e uffici di rappresentanza a Londra, Berlino e
New York. Giambrone Law è un premiato, studio legale italiano che offre servizi
legali completi e multidisciplinari avvalendosi di uno staff di oltre 60 membri
tra cui avvocati, solicitor,
dirigenti e staff che assistono giornalmente clienti privati e aziende in
materia di diritto Italiano, europeo ed internazionale e nello sviluppo del
loro business internazionale. Gli esperti in materia di Diritto Penale e
Diritto Privato Internazionale sono a vostra disposizione per qualsiasi
richiesta di informazioni o assistenza legale in materia di Processi,
Contenziosi e procedure conciliative in Italia e all’estero.